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Involuzione?

21 gen

Secondo molti antropologi il picco evolutivo nella nostra specie è stato raggiunto circa 10.000 anni fa. Muscolatura, dimensioni della scatola cranica, ad esempio, allora erano superiori ai nostri. Un uomo di 40.000 anni fa potrebbe tranquillamente camminare per strada oggi ed essere scambiato per un giocatore professionista di rugby o di hockey.
Arrivata l’agricoltura a permettere l’esplosione della civilizzazione e del dominio dell’uomo sul pianeta, il singolo individuo ha però dovuto pagare un prezzo altissimo a questo balzo in avanti della collettività: dando come benzina al nostro corpo cibi di serie B è cominciata una sorta di involuzione.

Macchina perfetta datata circa 2 milioni di anni, in perfetta sintonia con l’ambiente, dotata di un patrimonio genetico in perenne affinazione, questo era l’uomo di allora. Bisognava raggiungere l’età della riproduzione e soltanto il più adatto alle sfide dell’ambiente poteva farcela.

Improvvisamente (in termini “genetici”), per la disponibilità di cibo a “basso costo” (permesso dall’agricoltura), protetti dai pericoli del mondo dalla nostra supremazia su tutti gli altri esseri viventi, non è più necessario essere “fit” per poter sperare di riprodursi. Malati o sani, stupidi o intelligenti, in carrozzina o sulle nostre gambe tutti ormai possiamo facimente riprodurci. E’ scomparsa quindi  la spinta evolutiva a migliorare le qualità psicofisiche della nostra specie.

Siamo sempre più malati perchè i nostri geni sono quelli degli “atleti” di 40.000 anni fa, geni che prosperano solo se nutriti con l’alimentazione e lo stile di vita di allora. Questa è la brutta notizia.
La bella notizia è invece che ognuno di noi ha dentro di sè la meravigliosa capacità di essere sano (born to be fit) se solo si ricorda di vivere in sintonia con la propria natura.

Le malattie che ci affliggono spessissimo non sono una inevitabile fatalità ma una semplice conseguenza del nostro vivere ed alimentarci in dissonanza con il nostro essere.

Sembra una banalità ma il solo capire che la nostra salute non è un evento in mano agli dei ma dipende veramente da noi dovrebbe essere il messaggio che la medicina di oggi dà a tutti noi. Cosa che per il momento, in genere, non accade.

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