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FIBROMIALGIA: quello che c’è da sapere di una patologia mal curata.

26 Gen

La Fibromialgia (F) è una delle patologie più sfuggenti, misconosciute, invalidanti, dell’epoca moderna.

Di solito viene definita “idiopatica”, cioè di origine sconosciuta.

Vediamo la definizione di questa patologia tratta da Wikipedia:
La fibromialgia o sindrome fibromialgica o sindrome di Atlante, è una sindrome caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso associato a rigidità. La sua diagnosi e caratteristiche cliniche sono controverse. Le possibili cure sono oggetto di continui studi; la malattia potrebbe essere riconducibile all’attività lavorativa svolta dal soggetto debilitato. La reale eziologia è sconosciuta, ma è considerata una malattia reumatica.

Controverso….sconosciuta…ma veramente?

Malattia vera o psicosomatica?

Ci sono molti altri sintomi, oltre il dolore, nei pazienti fibromialgici: fatica, insonnia, cefalea, disturbi intestinali, brain fog (mente annebbiata), scarsa memoria etc etc.

L’atteggiamento che la maggior parte di noi medici ha verso la F è di considerarla a genesi sconosciuta con una forte componente “neuropsicogena” ovvero “in qualche modo c’entra il sistema nervoso e la mente” ovvero, detto in maniera ancora più cruda, “nasce tutto dentro la tua testa”. E siccome non si sa bene dove andare a parare per curarla, la tendenza è quella di utilizzare per le pazienti (la F colpisce circa il 5% della popolazione mondiale, soprattutto le donne tra i 20 e i 50 anni) dei farmaci che sopprimono il dolore (ma non la causa del dolore) e rintontiscono la mente (tranquillanti e psicoterapici).

In altre parole spesso la paziente viene presa per una donna con la mente malata, più bisognosa di uno psicologo che di un medico.

Eppure esistono delle alterazioni organiche obiettive nel paziente fibromialgico:

  1. Tessuto muscolare disorganizzato con accumulo di lipofuscina (che denota invecchiamento del muscolo), frammentazione del DNA, con aree di contratture localizzate.
  2. Accumulo di glicogeno e grassi dentro le cellule a denotare che i mitocondri (presenti in numero ridotto) non funzionano bene. La produzione di energia nella cellula è quindi compromessa.
  3. Anormalità dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
  4. Aumento nel cervello di glutammato, omocisteina e interleukina-8.
  5. Aumento delle citochine infiammatorie circolanti a denotare uno stato di Infiammazione Cronica di Basso Grado.
  6. Crescita di batteri in parti dell’intestino dove non dovrebbero esserci: la cosiddetta SIBO.
  7. Aumento della permeabilità intestinale: il cosiddetto leaky gut ovvero un intestino colabrodo che fa passare di tutto al cospetto del sistema immunitario e nel sangue.
  8. Carenza di Vitamina D in molti pazienti.
  9. Bassi livelli ematici di triptofano; un aminoacido precursore di serotonina e melatonina la cui carenza determina ansia, depressione, attacchi di fame, sonno disturbato etc etc.
  10. Stress ossidativo per i problemi già citati ai mitocondri e la mancanza di alcuni nutrienti (magnesio, zinco, Vitamina B12 etc etc).

Tutte queste anomalie presenti nel paziente fibromialgico possono non solo spiegare i sintomi di questa malattia ma anche indicare la strada da intraprendere per guarire.

In sostanza, il dolore fibromialgico origina a livello muscolare a seguito dello stress ossidativo e dello stato infiammatorio, e viene eccessivamente amplificato a livello del midollo spinale e del cervello [in gergo medico questo fenomeno viene descritto con due nomi, Allodinia (si scambia uno stimolo non doloroso per uno doloroso) e Iperalgesia (uno stimolo doloroso modesto viene sentito come molto doloroso e molto duraturo)].

Chi segue questo blog sa che la maggior parte delle malattie croniche moderne nascono da uno stato di infiammazione subclinica (il paziente non se ne accorge) legato ad una alimentazione sbagliata e ad uno stile vita non consono con la nostra natura (tanto stress e poco sonno). Spesso rimediare a queste cose porta ad un miglioramento o addirittura ad una scomparsa della patologia di cui si soffre.

La F non è differente. Si può guarire o comunque stare molto meglio prendendo i giusti provvedimenti. Ma questo ai pazienti non viene detto.

Cosa si sente dire il paziente?

“La F è un problema che dura tutta la vita, e nasce nel sistema nervoso centrale che amplifica il dolore.” Traduzione: “Non guarirai mai e devi prendere i farmaci tutta la vita”.

“Non esiste una cura ma i farmaci possono far diminuire i sintomi”. Traduzione: “Smetti di cercare una soluzione e affidati ai farmaci.”

“C’è una componente genetica nella F anche se non basta per avere la malattia”. Traduzione:”Non ci abbiamo capito nulla, ma non puoi fare a meno di noi.”

“I muscoli e gli organi non sono danneggiati, è solo il cervello che amplifica il dolore”. (Affermazione palesemente falsa visto che come abbiamo visto i pazienti sono pieni di alterazioni biochimiche e organiche). Traduzione: “Gli psicofarmaci sono l’approccio adatto a te”.

Diagnosi differenziale

Ci sono delle condizioni che possono dare sintomi simili alla F oppure possono aggravarla. Vediamo le principali.

Ipotiroidismo

L’ipotiroidismo può causare un dolore diffuso cronico, fino nei casi più gravi a causare una vera e propria miopatia (malattia del muscolo). E’ fondamentale in chi abbia dolore cronico muscolo-tendineo valutare la funzionalità tiroidea misurando tutti gli ormoni tiroidei e non solo il Tsh. Spesso anche degli ormoni tiroidei entro il range di normalità non sono garanzia del fatto che l’ipotiroidismo non sia la causa del dolore, soprattutto se i valori degli ormoni si colloca nella parte bassa del range di normalità.

Carenza di Vitamina D

Un quadro molto simile alla F può essere determinato dalla carenza di Vitamina D. Dolore cronico, depressione, ansia, infiammazione cronica sono sintomi tipici della carenza grave di vitamina D. La supplementazione con 5000-10000 UI giornaliere di vitamina D si associa ad un aumentato benessere e miglioramento del tono dell’umore.

Infezioni da Clamidia e Micoplasma

Infezioni da Micoplasma sono state trovate nel 50% per soggetti affetti da F e/o Sindrome da Fatica Cronica. Stessa cosa si può dire della Clamidia i cui anticorpi appaiono spesso presenti in soggetti con sindrome da fatica e infiammazione cronica.

Ferro

L’emocromatosi (eccesso di ferro) è una delle malattie genetiche diffuse in occidente. Si accompagna spesso a dolore cronico muscolare. Le manifestazioni dolorose sono classicamente alle articolazioni ma talvolta possono ricordare quelle della F.

E’ la carenza di ferro invece che può portare a cefalea ed essere anche la causa di una ridotta produzione intracellulare di energia con conseguente dolore cronico fibromialgico come evidenzia uno studio del 2010 sul Eur J Clin Nutr.

Intossicazione da Metalli

L’intossicazione da metalli pesanti come Mercurio e Piombo è notoriamente alla base di molte manifestazioni croniche dolorose muscolo-scheletriche. Da tenere sempre a mente quando si ha a che fare con un dolore cronico di questo tipo.

Una spiegazione alternativa delle cause della Fibromialgia: il ruolo della SIBO

Abbiamo visto come in realtà vi siano molti elementi reali, organici, nella genesi della F e come non si possa sbrigativamente ascriverla ad un cervello che amplifica i segnali dolorosi o ad una psiche troppo debole e autocondizionantesi.

Da dove potrebbe quindi nascere la F? Come molte malattie moderne croniche, l’origine potrebbe essere legata ad una disbiosi intestinale o SIBO (Crescita anomala di batteri nel piccolo intestino) che dir si voglia. Ci sono ormai tantissimi riferimenti nella letteratura scientifica che fanno propendere per questa ipotesi.

La cosa avverrebbe in questo modo:

1) L’eccesso di crescita batterica intestinale fa sì che aumenti la produzione intestinale di tossine (una delle più conosciute è un componente della parete batterica che si chiama LPS) e sostanze infiammatorie/tossiche per i mitocondri (come il D-Lattato ed il H2S, l’acido solfidrico).

2) Il sistema immunitario del cervello (detto “microglia” ) viene attivato direttamente da queste tossine (LPS etc) e indirettamente da altre sostanze infiammatorie (citochine) che il nostro corpo produce quando deve combattere un’infezione.

3) La microglia stimola i neuroni e questo causa un aumento della attività cerebrale glutaminergica che causa una sensibilizzazione cerebrale eccessiva agli stimoli dolorosi, depressione e fatica.

4) La disfunzione dei mitocondri (che sono i luoghi dove si produce l’energia) nelle cellule cerebrali esacerba la disfunzione cerebrale con ulteriore attivazione della microglia.

5) A livello periferico la disfunzione mitocondriale facilita il dolore ed il circolo vizioso dello stress ossidativo.

Sono molti gli studi che supportano l’ipotesi che la Sibo abbia molto a che fare con la F. Ad esempio uno studio di Pimentel del 2004 dimostra che su 42 pazienti con F studiati, tutti e 42 avevano la SIBO: in essi il dolore fibromialgico era direttamente proporzionale al livello di idrogeno rilevato al Breath Test.

Anche gli studi sugli animali dimostrano questo. Uno studio di Othmanm del 2008 ci ricorda che è possibile provocare dolore cronico negli animali se essi vengono messi a contatto con tossine batteriche e che la SIBO può avere un ruolo nel provocare ipersensibilità al dolore negli esseri umani. Per non parlare del nervo vago, che collega l’intestino al cervello, attraverso il quale può avvenire l’ipersensibilizzazione del cervello al dolore da parte delle tossine batteriche.

I batteri che spesso predominano nella SIBO sono quelli che producono il D-lattato e un’altra tossina, l’acido solfidrico come detto sopra. Il D-lattato provoca fatica muscolare e dolore mentre l’acido solfidrico danneggia il DNA riducendo la produzione di energia intracellulare.

Amarla nel 2008 ci ha ricordato che la sensazione del dolore può aumentare in seguito ad infiammazione acuta e cronica dimostrandolo in topi sterili nei quali l’inoculazione di tossine batteriche provocava una risposta dolorosa eccessiva.

Yamaguchi nel 2011 fa un gran bell’esperimento e dimostra che per creare una persistente eccessiva risposta dolorosa negli animali la tossina batterica LPS deve essere somministrata a basse dosi! Alte dosi non provocano dolore. Ecco dunque di nuovo il concetto di infiammazione cronica di basso grado che ritorna. Per avere un eccesso di risposta al dolore anche l’essere umano probabilmente ha bisogno di una intossicazione non massiccia ma di basso grado quale è quella che si ha nella SIBO.

Ecco quindi che possiamo articolare meglio la sequenza di eventi che porta alla F:

1) La SIBO determina un aumentato assorbimento nel circolo sanguigno di bassi livelli di tossine batteriche e altre sostanze infiammatorie che causano una Infiammazione Sistemica di Basso Grado, con produzione da parte del sistema immunitario di sostanze infiammatorie come prostacicline e citochine.

2) Queste sostanze arrivano al cervello e lo infiammano (attivando la microglia). Non solo, il D-lattato e l’acido solfidrico prodotti in eccesso in caso di SIBO danneggiano i mitocondri delle cellule cerebrali con conseguente malfunzionamento delle medesime.

3) Le cellule cerebrali vengono attivate aumentando la produzione di glutammato che sensibilizza il cervello al dolore e lo rende iperresponsivo al dolore stesso. In poche parole il cervello amplifica il dolore a seguito di questi eventi. Non solo, compare anche depressione, brain fog (cervello annebbiato) e ansia. L’eccesso di attività cerebrale porta alla sovrapproduzione di radicali liberi che concorrono a perpetuare il danno ed i sintomi. Il cervello insomma è in fiamme.

4) Il danno da tossine, D-lattato e acido solfidrico avviene anche a livello muscolare, come ho detto all’inizio. La F non è solo un problema cerebrale!

Come curare la Fibromialgia?

Se sappiamo dove nasce la patologia è più facile pensare alla possibili soluzioni. Ecco gli approcci più di successo che possono essere usati spesso contemporaneamente sotto la guida di un terapeuta esperto. Nella bibliografia trovate il riferimento a lavori scientifici che supportano molti di questi approcci.

1) Modificare la dieta in senso evolutivo (paleo dieta). Mangiare verdure, frutta, carne, pesce, uova, esclusivamente! Eliminare i cibi moderni che facilitano la crescita di batteri indesiderati nell’intestino. Ridurre i cibi ricchi di carboidrati che possono aumentare la fermentazione intestinale.

2) Cercare di eradicare i batteri inizialmente con prodotti naturali come la berberina, l’Artemisia, l’olio di origano o di menta. Se non funzionano si possono usare antibiotici particolari come la rifaximina.

3) Supportare la salute della mucosa intestinale con vitamina A, glutammina e zinco.

4) Ottimizzare i valori di Vitamina D portandoli nella parta alta del range di normalità.

5) Valutare l’uso di omega 3 antinfiammatori e GLA.

6) I probiotici hanno un loro ruolo anche se è necessario calcolare la tempistica perché possono peggiorare la SIBO in taluni casi.

7) La Vitamina B12 è fondamentale in tutti i pazienti con F perché riduce significativamente l’infiammazione e l’omocisteina cerebrale. Da utilizzare nella forma di idrossicobalamina o metilcobalamina.

8) Il Triptofano (precursore di alcuni neurotrasmettitori cerebrali) ha dimostrato in studi clinici di ridurre i sintomi della F.

9) Il Magnesio è utilissimo nel ripristinare le funzioni relative alla produzione di energia cellulare. Riduce la neurotossicità cerebrale.

10) La Vitamina C è molto importante in tutti i soggetti che soffrono di dolore cronico per il suo effetto antiossidante e rigeneratore del tessuto connettivo.

11) Coenzima Q10. I pazienti fibromialgici hanno livelli ematici di CoQ10 ridotti del 40%. I pazienti che lo prendono vedono ridursi i sintomi (dolori e cefalea) significativamente. I soggetti che non rispondono ai dosaggi più bassi del range terapeutico possono rispondere a quelli più alti.

12) Melatonina. Potente antiossidante, migliora la salute dei mitocondri e la produzione di ATP (energia). Si è dimostrata molto utile nel trattamento della fibromialgia in diversi trial clinici. Riduce l’attivazione della microglia (sistema immunitario) cerebrale.

13) Acetil-L-Carnitina. Ha un ruolo critico nel migliorare la produzione mitocondriale di ATP.

14) D-Ribosio. Aumenta la produzione mitocondriale di ATP.

15) Creatinina Monoidrato. Migliora la produzione di ATP da parte dei mitocondri e l’utilizzazione dell’ossigeno nel muscolo e nel cervello.

16) Balneoterapia termale. In un trial clinico 15 bagni termali di 20 minuti lungo 3 settimane hanno ridotto significativamente gli indici infiammatori e migliorato i sintomi clinici.

17) Evitare i vizi che aumentano l’omocisteina cerebrale: alcol, eccesso di caffè, fumo.

18) Riduzione dell’esposizione a elementi tossici/chimici/cosmetici. Le intossicazioni possono essere alla base di molti casi di fibromialgia. Ad esempio, uno studio del 2004 ha dimostrato che l’astensione per due anni da creme, cosmetici, unguenti etc etc riduce significativamente i sintomi della fibromialgia.

18) Il testosterone riduce l’attivazione della microglia avendo funzioni immunomodulatorie e antinfiammatorie con conseguente riduzione della ipersensibilizzazione cerebrale al dolore.

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Prima volta della Paleo Alimentazione ad un congresso medico in Italia. Fertilità. Risultati strabilianti nelle malattie autoimmuni.

20 Gen

Paleo e Fertilità

A fine ottobre del 2013 si é svolto a Roma, presso l’ospedale Fatebenefratelli, il primo congresso medico in Italia in cui la medicina evoluzionistica (e dunque la Paleo alimentazione) é stato il filo conduttore delle relazioni presentate.

Il titolo del congresso era “Alimentazione moderna e procreazione: un binomio inconciliabile? La lezione evolutiva per fertilità, allattamento e gravidanza“. É stato organizzato da me, dal Dott Enrico Colosi ginecologo responsabile del percorso nascita della Asl 9 di Grosseto e dal Prof. Valenzise, professore universitario e ginecologo al Fatebenefratelli di Roma.

Il nostro scopo era quello di mostrare alla comunità scientifica italiana un approccio diverso ai problemi della fertilità e della gravidanza. Un approccio che tenga conto della lezione che l’evoluzione ci dá. Perché siamo diventati meno fertili e qualche migliaio di anni fa lo eravamo molto di più? Perché le popolazioni tradizionali di cacciatori/raccoglitori in genere sono più fertili di noi? Perché quello che le donne mangiano prima di rimanere gravide segnerà la salute del loro bambino?
La medicina evoluzionistica ci dice che l’alimentazione é un elemento fondamentale da tenere di conto quando si vogliano risolvere i problemi di salute, ed in particolare quando si voglia aiutare una donna ad essere fertile e a generare un bambino in perfetta salute. Questo é il nostro approccio (mio e del Dott. Colosi) quando abbiamo a che fare con donne che faticano ad essere fertili e/o che vogliono avere una gravidanza serena: cerchiamo di spiegare loro che essere fertili é una condizione naturale e che se non lo sono, spesso, ciò dipende dalla modernità: da quello che mangiano, da quanto dormono, dallo stress sempre maggiore. E i risultati li tocchiamo con mano giorno dopo giorno, segno che la strada é quella giusta.

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Il Dott Colosi é stato il primo ginecologo in Italia ad istituzionalizzare all’interno di una struttura pubblica, la Asl 9 di Grosseto, un approccio evolutivo ai problemi ostetrici e ginecologici delle donne in età fertile. La strada é segnata e presto sicuramente altri centri pubblici seguiranno questo esempio. Sembra l’uovo di colombo, ma se ci pensate bene tutta l’evoluzione ruota intorno al concetto di procreazione. Tutte le modifiche al nostro patrimonio genetico che sono avvenute nei 6 milioni di anni da quando ci siamo differenziati dagli chimpanzee, le abbiamo mantenute solo e se favorivano la fertilità: abbiamo cercato di eliminarle se non la favorivano. Il fine ultimo della vita é quello di riprodursi.

Al congresso ha partecipato una Star della medicina evoluzionistica: il Prof Staffan Lindeberg dell’Universitá di Lund, Svezia. Il Prof Lindberg é famoso perché é l’autore dei principali studi scientifici sulla Paleo Alimentazione e per i suoi studi sul campo su una delle poche popolazioni rimaste non contaminate dalla alimentazione moderna: i Kitava.

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I Kitava sono una popolazione della Papa Nuova Guinea studiata da Linberg a più riprese all’inizio degli anni 90. Questo popolo si nutre essenzialmente di tuberi, pesce e noci di cocco. Una delle più frequenti cause di morte é infatti la caduta in testa di noce di cocco! Lindeberg ci ha mostrato nella sua bellissima relazione che questo popolo non soffre delle comuni malattie croniche che da noi sono diffusissime (obesità, diabete, ictus etc, etc). E moltissimo dipende da quello che mangiano.
É stato un piacere sentire un tale scienziato parlare di questa sua esperienza dall’altra parte del globo. Nonché vedere la sua meraviglia per un così grande interesse in Italia per questa branca della medicina che ancora troppi pochi medici frequentano. Lindberg segue una paleo alimentazione da ben 29 anni!

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Tutto cominció per lui, mi ha raccontato, quando voleva conquistare una signora vegetariana con cui si trovava a dibattere di alimentazione. Per avere la meglio cominciò a frequentare la biblioteca alla ricerca di testi sulla alimentazione e dove alla fine capí che la lezione evolutiva era la più sensata per capire come si doveva mangiare. Non ha poi conquistato la signora ma ha fatto sicuramente la storia della medicina evoluzionistica. Una persona tra l’altro molto alla mano e disponibile ad imparare da tutti. Ha fatto sicuramente più domande lui a noi di quante siamo riusciti noi a fargliene.

Dal congresso uscirà credo un libro con le relazioni più interessanti. Ci stiamo lavorando. Speriamo sia pronto entro la fine dell’anno.

Paleo e Malattie Autoimmuni

Un mese dopo il congresso di Roma sono stato invitato a parlare a Milano ad un convegno sulle Malattie Autoimmuni (con la psoriasi in primo piano).

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La cosa straordinaria di questo convegno é che é stato organizzato da un gruppo di pazienti ammalati di Malattie Autoimmuni (soprattutto psoriasi). Hanno fatto tutto da sé. Hanno chiesto ad alcuni medici di presentare delle relazioni su temi a loro vicini per poterne discutere tutti insieme. Fino qui potrebbe sembrare tutto abbastanza normale, dove é la straordinarietà? Sta nel fatto che queste persone hanno stilato delle linee guida proprie per poter controllare la loro patologia (e spesso farla scomparire del tutto). Senza l’utilizzo di farmaci in genere, e con qualche integratore. É stato molto divertente e istruttivo sentire i loro racconti di quando spiegavano ai propri dermatologi che la psoriasi in remissione non era dovuta a chissà quale potente farmaco ma al semplice fatto di cambiare modo di mangiare. Avrei pagato per vedere le facce dei miei colleghi al sentirsi riferire questi racconti.
Sicuramente internet ha cambiato la medicina, reso più attivi e consapevoli i pazienti, creando uno stimolo positivo per i medici che non possono più permettersi di parlare “ex cathedra”. Il cameriere la sera al ristorante era meravigliato che tutti mangiassero cose così diverse dal solito (niente cereali, latticini, legumi e cibi moderni) e soprattutto che tutti dicessero di essere malati quando nessuno in realtà sembrava esserlo.
Il gruppo si chiama Psoriasi Fattori Scatenanti e lo trovate su Facebook. Sono circa 2700 persone che hanno ottenuto risultati straordinari su una delle più diffuse malattie autoimmuni. Utilizzando la paleo dieta.
Ma non c’é solo questo gruppo Facebook guidato tra l’altro da Paolo Antolini. Esiste anche la rete creata da Leonardo Rubini, http://www.leonardorubini.org, un blogger affetto da una malattia infiammatoria intestinale, che tiene sotto controllo la sua malattia autoimmune con la paleo alimentazione e che ha fatto grande opera di divulgazione per un approccio evoluzionistico (paleo) alla cura delle malattie autoimmuni in generale e intestinali croniche in particolare. Lo sforzo congiunto di questi gruppi ha creato l’evento di Milano e contribuisce in maniera significativa alla diffusione di un approccio olistico alla malattia: meno farmaci e più riconoscimento che possiamo fare molto da noi stessi per migliorare la nostra salute.
Uno dei campi più promettenti per l’utilizzo della paleo alimentazione sono quindi proprio le malattie autoimmuni. Non temo di sbagliare se dico che seguire la paleo é forse il modo col miglior rapporto rischio/beneficio per tenere sotto controllo tante patologie autoimmuni. Se ne soffrite é il momento di provarla!

Involuzione?

21 Gen

Secondo molti antropologi il picco evolutivo nella nostra specie è stato raggiunto circa 10.000 anni fa. Muscolatura, dimensioni della scatola cranica, ad esempio, allora erano superiori ai nostri. Un uomo di 40.000 anni fa potrebbe tranquillamente camminare per strada oggi ed essere scambiato per un giocatore professionista di rugby o di hockey.
Arrivata l’agricoltura a permettere l’esplosione della civilizzazione e del dominio dell’uomo sul pianeta, il singolo individuo ha però dovuto pagare un prezzo altissimo a questo balzo in avanti della collettività: dando come benzina al nostro corpo cibi di serie B è cominciata una sorta di involuzione.

Macchina perfetta datata circa 2 milioni di anni, in perfetta sintonia con l’ambiente, dotata di un patrimonio genetico in perenne affinazione, questo era l’uomo di allora. Bisognava raggiungere l’età della riproduzione e soltanto il più adatto alle sfide dell’ambiente poteva farcela.

Improvvisamente (in termini “genetici”), per la disponibilità di cibo a “basso costo” (permesso dall’agricoltura), protetti dai pericoli del mondo dalla nostra supremazia su tutti gli altri esseri viventi, non è più necessario essere “fit” per poter sperare di riprodursi. Malati o sani, stupidi o intelligenti, in carrozzina o sulle nostre gambe tutti ormai possiamo facimente riprodurci. E’ scomparsa quindi  la spinta evolutiva a migliorare le qualità psicofisiche della nostra specie.

Siamo sempre più malati perchè i nostri geni sono quelli degli “atleti” di 40.000 anni fa, geni che prosperano solo se nutriti con l’alimentazione e lo stile di vita di allora. Questa è la brutta notizia.
La bella notizia è invece che ognuno di noi ha dentro di sè la meravigliosa capacità di essere sano (born to be fit) se solo si ricorda di vivere in sintonia con la propria natura.

Le malattie che ci affliggono spessissimo non sono una inevitabile fatalità ma una semplice conseguenza del nostro vivere ed alimentarci in dissonanza con il nostro essere.

Sembra una banalità ma il solo capire che la nostra salute non è un evento in mano agli dei ma dipende veramente da noi dovrebbe essere il messaggio che la medicina di oggi dà a tutti noi. Cosa che per il momento, in genere, non accade.