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Prima volta della Paleo Alimentazione ad un congresso medico in Italia. Fertilità. Risultati strabilianti nelle malattie autoimmuni.

20 Gen

Paleo e Fertilità

A fine ottobre del 2013 si é svolto a Roma, presso l’ospedale Fatebenefratelli, il primo congresso medico in Italia in cui la medicina evoluzionistica (e dunque la Paleo alimentazione) é stato il filo conduttore delle relazioni presentate.

Il titolo del congresso era “Alimentazione moderna e procreazione: un binomio inconciliabile? La lezione evolutiva per fertilità, allattamento e gravidanza“. É stato organizzato da me, dal Dott Enrico Colosi ginecologo responsabile del percorso nascita della Asl 9 di Grosseto e dal Prof. Valenzise, professore universitario e ginecologo al Fatebenefratelli di Roma.

Il nostro scopo era quello di mostrare alla comunità scientifica italiana un approccio diverso ai problemi della fertilità e della gravidanza. Un approccio che tenga conto della lezione che l’evoluzione ci dá. Perché siamo diventati meno fertili e qualche migliaio di anni fa lo eravamo molto di più? Perché le popolazioni tradizionali di cacciatori/raccoglitori in genere sono più fertili di noi? Perché quello che le donne mangiano prima di rimanere gravide segnerà la salute del loro bambino?
La medicina evoluzionistica ci dice che l’alimentazione é un elemento fondamentale da tenere di conto quando si vogliano risolvere i problemi di salute, ed in particolare quando si voglia aiutare una donna ad essere fertile e a generare un bambino in perfetta salute. Questo é il nostro approccio (mio e del Dott. Colosi) quando abbiamo a che fare con donne che faticano ad essere fertili e/o che vogliono avere una gravidanza serena: cerchiamo di spiegare loro che essere fertili é una condizione naturale e che se non lo sono, spesso, ciò dipende dalla modernità: da quello che mangiano, da quanto dormono, dallo stress sempre maggiore. E i risultati li tocchiamo con mano giorno dopo giorno, segno che la strada é quella giusta.

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Il Dott Colosi é stato il primo ginecologo in Italia ad istituzionalizzare all’interno di una struttura pubblica, la Asl 9 di Grosseto, un approccio evolutivo ai problemi ostetrici e ginecologici delle donne in età fertile. La strada é segnata e presto sicuramente altri centri pubblici seguiranno questo esempio. Sembra l’uovo di colombo, ma se ci pensate bene tutta l’evoluzione ruota intorno al concetto di procreazione. Tutte le modifiche al nostro patrimonio genetico che sono avvenute nei 6 milioni di anni da quando ci siamo differenziati dagli chimpanzee, le abbiamo mantenute solo e se favorivano la fertilità: abbiamo cercato di eliminarle se non la favorivano. Il fine ultimo della vita é quello di riprodursi.

Al congresso ha partecipato una Star della medicina evoluzionistica: il Prof Staffan Lindeberg dell’Universitá di Lund, Svezia. Il Prof Lindberg é famoso perché é l’autore dei principali studi scientifici sulla Paleo Alimentazione e per i suoi studi sul campo su una delle poche popolazioni rimaste non contaminate dalla alimentazione moderna: i Kitava.

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I Kitava sono una popolazione della Papa Nuova Guinea studiata da Linberg a più riprese all’inizio degli anni 90. Questo popolo si nutre essenzialmente di tuberi, pesce e noci di cocco. Una delle più frequenti cause di morte é infatti la caduta in testa di noce di cocco! Lindeberg ci ha mostrato nella sua bellissima relazione che questo popolo non soffre delle comuni malattie croniche che da noi sono diffusissime (obesità, diabete, ictus etc, etc). E moltissimo dipende da quello che mangiano.
É stato un piacere sentire un tale scienziato parlare di questa sua esperienza dall’altra parte del globo. Nonché vedere la sua meraviglia per un così grande interesse in Italia per questa branca della medicina che ancora troppi pochi medici frequentano. Lindberg segue una paleo alimentazione da ben 29 anni!

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Tutto cominció per lui, mi ha raccontato, quando voleva conquistare una signora vegetariana con cui si trovava a dibattere di alimentazione. Per avere la meglio cominciò a frequentare la biblioteca alla ricerca di testi sulla alimentazione e dove alla fine capí che la lezione evolutiva era la più sensata per capire come si doveva mangiare. Non ha poi conquistato la signora ma ha fatto sicuramente la storia della medicina evoluzionistica. Una persona tra l’altro molto alla mano e disponibile ad imparare da tutti. Ha fatto sicuramente più domande lui a noi di quante siamo riusciti noi a fargliene.

Dal congresso uscirà credo un libro con le relazioni più interessanti. Ci stiamo lavorando. Speriamo sia pronto entro la fine dell’anno.

Paleo e Malattie Autoimmuni

Un mese dopo il congresso di Roma sono stato invitato a parlare a Milano ad un convegno sulle Malattie Autoimmuni (con la psoriasi in primo piano).

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La cosa straordinaria di questo convegno é che é stato organizzato da un gruppo di pazienti ammalati di Malattie Autoimmuni (soprattutto psoriasi). Hanno fatto tutto da sé. Hanno chiesto ad alcuni medici di presentare delle relazioni su temi a loro vicini per poterne discutere tutti insieme. Fino qui potrebbe sembrare tutto abbastanza normale, dove é la straordinarietà? Sta nel fatto che queste persone hanno stilato delle linee guida proprie per poter controllare la loro patologia (e spesso farla scomparire del tutto). Senza l’utilizzo di farmaci in genere, e con qualche integratore. É stato molto divertente e istruttivo sentire i loro racconti di quando spiegavano ai propri dermatologi che la psoriasi in remissione non era dovuta a chissà quale potente farmaco ma al semplice fatto di cambiare modo di mangiare. Avrei pagato per vedere le facce dei miei colleghi al sentirsi riferire questi racconti.
Sicuramente internet ha cambiato la medicina, reso più attivi e consapevoli i pazienti, creando uno stimolo positivo per i medici che non possono più permettersi di parlare “ex cathedra”. Il cameriere la sera al ristorante era meravigliato che tutti mangiassero cose così diverse dal solito (niente cereali, latticini, legumi e cibi moderni) e soprattutto che tutti dicessero di essere malati quando nessuno in realtà sembrava esserlo.
Il gruppo si chiama Psoriasi Fattori Scatenanti e lo trovate su Facebook. Sono circa 2700 persone che hanno ottenuto risultati straordinari su una delle più diffuse malattie autoimmuni. Utilizzando la paleo dieta.
Ma non c’é solo questo gruppo Facebook guidato tra l’altro da Paolo Antolini. Esiste anche la rete creata da Leonardo Rubini, http://www.leonardorubini.org, un blogger affetto da una malattia infiammatoria intestinale, che tiene sotto controllo la sua malattia autoimmune con la paleo alimentazione e che ha fatto grande opera di divulgazione per un approccio evoluzionistico (paleo) alla cura delle malattie autoimmuni in generale e intestinali croniche in particolare. Lo sforzo congiunto di questi gruppi ha creato l’evento di Milano e contribuisce in maniera significativa alla diffusione di un approccio olistico alla malattia: meno farmaci e più riconoscimento che possiamo fare molto da noi stessi per migliorare la nostra salute.
Uno dei campi più promettenti per l’utilizzo della paleo alimentazione sono quindi proprio le malattie autoimmuni. Non temo di sbagliare se dico che seguire la paleo é forse il modo col miglior rapporto rischio/beneficio per tenere sotto controllo tante patologie autoimmuni. Se ne soffrite é il momento di provarla!

Altri nutrienti essenziali in gravidanza: fertilità (3° parte)

11 Apr

Proseguiamo nella analisi dei nutrienti essenziali in gravidanza.

OMEGA 3

Tra i tanti nutrienti importanti per la salute del nascituro ed associati ad una buona salute fisica e mentale del bambino nei primi anni di vita troviamo sicuramente gli acidi grassi Omega 3. Il DHA è l’Omega 3 più importante. E’ uno degli Omega 3 a catena più lunga: immaginate un treno con molti vagoni. Il DHA ha molti vagoni, a differenza di altri Omega 3 che hanno meno vagoni e sono meno importanti nella alimentazione umana. Il DHA si trova nei pesci e nei frutti di mare e in percentuali minori nella carne dei ruminanti ed è insostituibile per lo sviluppo del cervello del feto e nel neonato. Le maggiori concentrazioni di DHA, se andiamo a guardare come siamo fatti, le troviamo nella materia grigia, negli occhi e nei neuroni. I bambini di mamme che assumono quantitativi sufficienti di DHA nella loro alimentazione sono più intelligenti, hanno una memoria migliore, e ci vedono meglio. Non ci sono dubbi che una abbondante assunzione di DHA è straordinariamente importante in gravidanza.

E’ bene ricordare che il DHA è di origine animale. Esistono degli Omega 3 di origine vegetale (contenuti nei semi di lino ad esempio) che però sono più corti, hanno cioè meno vagoni, del DHA. In teoria partendo da un Omega 3 a catena corta il nostro corpo è capace di  costruire il DHA. Purtroppo questo accade solo in una piccolissima percentuale, meno del 5%. Quindi è una pia illusione assumere Omega 3 vegetali (ad esempio, l’ALA) come fanno spesso i vegetariani, sperando di soddisfare la richiesta di DHA del nostro corpo e di quello del feto. Ecco perchè i vegetariani sono carenti in DHA: seguire una alimentazione vegetariana in gravidanza non è una grande idea.

E’ consigliabile invece mangiare pesce almeno 3-4 volte alla settimana. Uno dei motivi di preoccupazione per qualcuno a mangiare così tanto pesce è dovuto al fatto che l’inquinamento dei mari, in particolare l’inquinamento da mercurio, rende i pesci più soggetti ad essere contaminati da questi inquinanti. La bella notizia, però, è che esiste un antidoto naturale all’inquinamento da mercurio. E’ il selenio. Il selenio è una sostanza che si lega al mercurio e ne annulla la tossicità nell’uomo. Fortunatamente i pesci del mare del nord a più alto rischio di intossicazione da mercurio nella maggior parte dei casi sono quelli che sono più ricchi di selenio. Quelli da evitare in gravidanza, perchè poveri di selenio, sono il pesce spada, il globicefalo e il tarpone atlantico. Per quanto riguarda altri inquinanti oltre il mercurio è vero che mangiare pesce aumenta lievemente le possibilità di ingerire queste sostanze dannose. Ma i benefici del mangiare pesce sono enormemente superiori ai potenziali rischi: dell’ordine di migliaia di volte. Rinunciare al pesce per evitare un piccolo rischio rinunciando ad un enorme beneficio non appare una scelta ragionevole.

 

FERRO

Il fabbisogno di ferro in gravidanza aumenta. Il motivo è che nella donna gravida aumenta il volume sanguigno, quindi serve più emoglobina che senza ferro non può essere prodotta. Il fatto che serva più ferro non significa che bisogna cominciare subito a supplementarlo dall’esterno.  Infatti si è visto che quando non vi sono sintomi legati ad una situazione di anemia, supplementare con ferro porta più problemi che benefici (disturbi gastrointestinali, stitichezza etc). La cosa migliore è quindi in gravidanza mangiare cibi più ricchi di ferro. Anche in questo caso, come nel caso degli omega 3, viene assorbito meglio il ferro di origine animale. Fegato e frutti di mare sono particolarmente ricchi di ferro.

 

FOLATI

Tutte le donne in gravidanza sanno che è importante prendere l’acido folico in gravidanza. I folati in gravidanza sono fondamentali perchè sono indispensabili quando si deve produrre nuovo DNA. Il feto in rapida crescita ha molto bisogno di folati perchè crescendo ogni nuova cellula che viene creata ha bisogno dei folati per costruire nuove molecole di DNA. Stiamo attenti alle parole, però. Folato non è la stessa cosa di acido folico. La sostanza naturale che si trova nei cibi è il folato, mentre l’acio folico è una sostanza non naturale, di sintesi, che non si trova nel cibo. Anche l’acido folico previene i disturbi da carenza di folati (difetti del tubo neurale), ma non ha gli stessi effetti benefici complessivi dei folati e per di più sembra aumentare i casi di tumore in chi lo assume. Quindi tra acido folico e folati è sicuramente meglio introdurre la sostanza naturale che è il folato e che si trova in diversi cibi: nel fegato di pollo e nei vegetali a foglia verde, nelle lenticchie. Spesso comunque è necessario supplementare con folati ed è meglio preferire, repetita juvant, la forma naturale, i folati, piuttosto che l’acido folico.

VITAMINA B12

La B12 è una vitamina che coopera coi folati nella produzione di DNA ma è anche importante nella produzione di mielina, quella specie di guaina che riveste le fibre nervose. La carenza da vitamina B12 è abbastanza diffusa, anche perchè secondo molti esperti i limiti di normalità accettati attualmente sono inferiori a quello che dovrebbe essere un vero valore di normalità. La vitamina B12 si trova solo nei cibi di origine animale. Questo vuol dire che i vegetariani in genere sono carenti di B12. I vegetali contengono degli analoghi della vitamina B12 che non solo non servono per espletare le funzioni proprie della B12 ma possono ridurne la efficacia spiazzandola dal sito di azione.

 

Omega-3 fatty acids EPA and DHA: health benefits throughout life.

Swanson D, Block R, Mousa SA.

Adv Nutr. 2012 Jan;3(1):1-7. Epub 2012 Jan 5.

Omega-3 fatty acids and pregnancy: current implications for practice.

Mozurkewich EL, Klemens C.

Curr Opin Obstet Gynecol. 2012 Mar;24(2):72-7.

Strategies to prevent iron deficiency and improve reproductive health.

Berger J, Wieringa FT, Lacroux A, Dijkhuizen MA.

Nutr Rev. 2011 Nov;69 Suppl 1:S78-86. doi: 10.1111/j.1753-4887.2011.00436.x. Review.

 

Treatments for iron-deficiency anaemia in pregnancy.

Reveiz L, Gyte GM, Cuervo LG, Casasbuenas A.

Cochrane Database Syst Rev. 2011 Oct 5;(10):CD003094. Review.

B12 in fetal development.

Pepper MR, Black MM.

Semin Cell Dev Biol. 2011 Aug;22(6):619-23. Epub 2011 Jun 6. Review.

Biomarkers of cobalamin (vitamin B12) deficiency and its application.

Chatthanawaree W.

J Nutr Health Aging. 2011 Mar;15(3):227-31. Review.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come avere un figlio col viso di Brad Pitt: Fertilità (2° parte)

2 Apr

Dopo aver parlato nel precedente post dei macronutrienti (grassi, proteine e carboidrati) e di come siano fondamentali per far funzionare al meglio il nostro corpo, in questo post ci concentreremo su 3 micronutrienti,  fondamentali in gravidanza: la vitamina A, la vitamina D, la Vitamina K2.

Alcune vitamine hanno la caratteristica di scogliersi nel grasso e per tale motivo vengono chiamate “liposolubili“. Le vitamine liposolubili sono la vitamina A, D, K2 ed E. Le vitamine liposolubili, tra le altre cose, servono ad assorbire i minerali e le proteine che assumiamo con la dieta. Se fate una dieta povera di vitamine liposolubili non riuscirete ad assorbire nel modo migliore i minerali presenti nel cibo. Non solo, farete fatica ad assorbire le proteine del vostro petto di pollo preferito: dovrete utilizzare le riserve di queste vitamine che il vostro corpo ha accumulato, ed alla fine vi troverete carenti di esse, come gran parte della popolazione.

Vediamole nel dettaglio queste vitamine.

VITAMINA A

La vitamina A favorisce una durata fisiologica della gravidanza e un parto senza problemi. E’ fondamentale nello sviluppo del feto, specialmente degli occhi, del naso, delle arcate dentali, del corretto posizionamento degli organi interni.  Fondamentale anche per lo sviluppo dei reni e dei polmoni. La dosi raccomandate dalle autorità sanitarie sono pari a 3000 UI giornaliere. Le popolazioni tradizionali hanno sempre preferito i cibi ricchi di vitamina A: il burro di animali alimentati ad erba, i latticini, i rossi d’uovo, le interiora (fegato). E le quantità di vitamina A che assumevano erano molto superiori alle nostre. Uno studio del 1953 cheprese in esame la dieta tradizionale degli esquimesi rilevò che essi assumevano ben 35.000 UI di vitamina A al giorno. Secondo me, quindi, le quantità da assumere di questa vitamina sono molto più alte di quelle consigliate ufficialmente. Molti studi ci mostrano che supplementazioni elevate di vitamina A riducono i difetti alla nascita. Dosaggi dalle 10.000 alle 50.000 UI si sono mostrati protettivi nelle donne gravide rispetto ai potenziali problemi di salute dei nascituri. La supposta tossicità della vitamina A ad alte dosi riportata da alcuni studi è dovuta al fatto che i soggetti in esame erano carenti in vitamina D e/o vitamina K2. Il motivo è che queste vitamine agiscono in sinergia: la carenza di una aumenta le probabilità che un’assunzione eccessiva dell’altra sia tossica. Il segreto quindi sta nel supplementare (se del caso) tutte e tre queste vitamine qualora ve ne sia bisogno: non solo una delle tre. Come i tre tenori anche queste vitamine liposolubili agiscono di concerto: cantano insieme. Probabilmente il dosaggio di vitamina A da assumere in gravidanza è più alto di quello consigliato attualmente, ma molte donne non assumono neanche la dose minima consigliata dalle autorità sanitarie.

Attenzione! La vitamina A NON è il beta-carotene (che è di fonte vegetale). La forma attiva della vitamina A si chiama retinolo (ed è di fonte animale). Solo un piccolissima parte del beta-carotene si trasforma in retinolo, quando va bene. Il che vuol dire che le fonti vegetali di vitamina A non sono affidabili. Uovo, fegato e burro invece sono fonti ricche di vitamina A, sicuramente da consigliare alle donne in gravidanza.

 

VITAMINA D

La vitamina D è fondamentale per lo sviluppo fetale. Le ossa del bambino non si formerebbero correttamente senza questa vitamina. Non solo, essa è importante nel funzionamento del sistema immunitario, nello sviluppo dei polmoni, nel prevenire tetanie e convulsioni nel neonato. Il bambino nel grembo materno è avido di vitamina D per cui la mamma rischia di diventare rapidamente carente se non sta attenta. Anche perchè la carenza di vitamina D è diffusissima nella popolazione generale. La fonte principale di vitamina D è il sole e a parte poche persone nei soli mesi estivi, la maggior parte di noi non sta molto al sole. Le donne incinte poi, oltre a se stesse devono fornire la vitamina D al nascituro. Visto che le fonti alimentari di vitamina D sono scarse in pratica (olio di fegato di merluzzo, pesci grassi del mare del nord) è fondamentale integrare questa vitamina per mantenerne un livello nel sangue intorno ai 50 ng/ml. Ed è fondamentale stare nei mesi caldi mezz’ora al sole in costume da bagno senza protezione. La fobia del sole e dei tumori della pelle non è gustificata assolutamente. E diciamo la verità, è un po’ colpa dei dermatologi. Che dicono di usare sempre la protezione. Il risultato paradossale è che il 70% dei dermatologi australiani è carente di vitamina D!! Come si faccia ad essere carenti di vitamina D in un posto soleggiato come l’australia è un mistero della natura. Ma tant’è. La vitamina D protegge dai tumori, fortifica il sistema immunitario e fa mille altre cose: non prendere il sole per paura di un particolare tumore della pelle (che non è il melanoma nel nostro caso!) che causa una mortalità bassissima non ha alcun senso. Per usare un paradosso che rende bene l’idea,  “prendendo il sole si muore una virgola di più di tumore della pelle, non prendendolo si muore molto di più di tanti altri tumori!!!” In realtà prendere il sole protegge dal melanoma e aumenta il rischio di tumore squamoso e basale della pelle dal quale però si guarisce abbastanza facilmente non essendo certo un tumore pericoloso come il melanoma.

 

VITAMINA K2

Veniamo ora a questa importantissima e sconosciutissima vitamina. La vitamina K è fondamentale nello sviluppo del cranio e della dentatura nel feto. La mancanza di vitamina K2 causa la sindrome di Binder, una rara malattia dove il terzo inferiore della faccia è sottosviluppato e i denti spesso malposizionati e storti. Potete vederne un caso non eclatante nella foto

 

Ma non c’è bisogno di avere il Binder per assistere ai danni da carenza di vitamina K2. Quante persone conosciamo con la mandibola stretta, i denti che non fuoriescono correttamente, che devono mettere l’apparecchio etc etc? Tante, ovviamente. La vitamina K2 lavora in concerto con la vitamina D e la A. Il suo compito sostanzialmente è quello di fare in modo che il calcio finisca nelle ossa e nei denti e non ad esempio nelle arterie causando la malattia coronarica. Una manna, la vitamina K2, per le donne negli anni vicini alla menopausa. Le popolazioni tradizionali che hanno mantenuto uno stile di vita di cacciatori-raccoglitori o hanno forme tradizionali di pastorizia non soffrono di carenza di vitamina K2 e spesso presentano una dentatura splendida. Infatti la vitamina K2 si trova nelle interiora e nei latticini derivati da animali alimentati ad erba. Le mucche moderne non producono molta vitamina K2 perchè essa viene prodotta da bovini che trasformano la vitamina K1 che si trova nell’erba in vitamina K2. Se la mucca mangia cereali, come purtoppo oggi accade, non può certo produrre vitamina K2. Ecco un’altro disastro del moderno modo di allevare oggi gli animali. Il cibo in assoluto più ricco di vitamina K2 è il natto, ottenuto dalla fermentazione della soia. Ma ha un gusto orribile, solo i giapponesi sono in grado di mandarlo giù. A seguire è ricco in vitamina K2 il fegato d’oca, i formaggi e i rossi d’uovo. Se in gravidanza non avete accesso a questi cibi è fondamentale che supplemetiate la vostra dieta con vitamina K2.

Il dottor Price negli anni 20 girò per il mondo osservando come le popolazioni che facevano ampio uso di vitamina K2 avevano dei visi e delle dentature splendide, come potete vedere dalla foto sotto. Volete un bambino con un sorriso e una mandibola da attore di hollywood? Non dimenticatevi della vitamina K2!

 

 

 

Vitamin A and E status in very low birth weight infants.

Kositamongkol S, Suthutvoravut U, Chongviriyaphan N, Feungpean B, Nuntnarumit P.

J Perinatol. 2011 Jul;31(7):471-6. doi: 10.1038/jp.2010.155. Epub 2011 Jan 13.

 

Safety of vitamin A: recent results.

Wiegand UW, Hartmann S, Hummler H.

Int J Vitam Nutr Res. 1998;68(6):411-6. Review.

 

Prevention of congenital abnormalities by vitamin A.

Czeizel AE, Rockenbauer M.

Int J Vitam Nutr Res. 1998;68(4):219-31.

 

Vitamin A supplementation increases ratios of proinflammatory to anti-inflammatory cytokine responses in pregnancy and lactation.

Cox SE, Arthur P, Kirkwood BR, Yeboah-Antwi K, Riley EM.

 

WITHDRAWN: Vitamin A supplementation during pregnancy.

van den Broek N, Kulier R, Gülmezoglu AM, Villar J.

Cochrane Database Syst Rev. 2010 Nov 10;(11):CD001996. Review.

 

Vitamin D: role in pregnancy and early childhood.

Bischoff-Ferrari HA.

Ann Nutr Metab. 2011;59(1):17-21. doi: 10.1159/000332069. Epub 2011 Nov 25. Review.

 

Vitamin D – roles in women’s reproductive health?

Grundmann M, von Versen-Höynck F.

Reprod Biol Endocrinol. 2011 Nov 2;9:146. Review.

 

Worldwide vitamin D status.

van Schoor NM, Lips P.

Best Pract Res Clin Endocrinol Metab. 2011 Aug;25(4):671-80. Review.

 

Vitamin D in pregnancy and lactation in humans.

Brannon PM, Picciano MF.

Annu Rev Nutr. 2011 Aug 21;31:89-115. Review.

 

Promotion of bone formation by fermented soybean (Natto) intake in premenopausal women.

Katsuyama H, Ideguchi S, Fukunaga M, Fukunaga T, Saijoh K, Sunami S.

J Nutr Sci Vitaminol (Tokyo). 2004 Apr;50(2):114-20.

 

Vitamin K deficiency during the perinatal and infantile period.

Suzuki S, Iwata G, Sutor AH.

Semin Thromb Hemost. 2001;27(2):93-8. Review.

 

Oral supplementation of vitamin K for pregnant women and effects on levels of plasma vitamin K and PIVKA-II in the neonate.

Motohara K, Takagi S, Endo F, Kiyota Y, Matsuda I.

J Pediatr Gastroenterol Nutr. 1990 Jul;11(1):32-6.

 

[Effect of vitamin K administration to the mother for prevention of vitamin K deficiency in the neonate].

Tamura T, Takasaki K, Yanaihara T, Maruyama M, Nakayama T.

Nihon Sanka Fujinka Gakkai Zasshi. 1986 Jun;38(6):880-6. Japanese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sterilità: una malattia moderna con soluzioni antiche (1° parte)

20 Mar

La fertilità è un grande problema moderno. Sono sempre di più le donne che non riescono a concepire. Eppure non è sempre stato così. E anche oggi per taluni popoli non è così. Coloro, infatti, che vivono in maniera tradizionale (non occidentalizzati) non hanno problemi di fertilità.

Proviamo quindi andare a osservare un po’ lo stile alimentare di queste popolazioni per avere degli spunti su cosa mangiano le loro donne quando sono in età fertile, prima e dopo essere rimaste incinte. Magari potremmo avere degli spunti interessanti da applicare alla nostra realtà.

La scienza moderna poi ci dà un bell’aiuto nel capire come funziona il corpo umano e quali nutrienti sono necessari per il suo corretto funzionamento: in questo modo possiamo andare a cercare i cibi che sono ricchi in questi nutrienti per massimizzare le possibilità di mettere nel motore la benzina migliore, favorendo, tra le altre cose, la fertilità.

Vediamo quindi di analizzare il tema della fertilità partendo da queste premesse.

 

Cosa abbiamo mangiato per millenni?

Una dieta molto diversa dall’attuale, che è dominata dal dogma “I grassi fanno male!!”. In genere, a parte rarissime eccezioni, la maggior parte delle calorie introdotte è sempre giunta dai grassi: tra il 50% e il 70% delle calorie provenienti dai grassi è quello che abbiamo mangiato per migliaia e migliaia di anni. La quantità di proteine e carboidrati invece ha oscillato per entrambi questi macronutrienti in una forbice tra il 10 ed il 30%.

Cosa voglioni dire questi numeri? Che l’alimentazione tipica dell’essere umano è sempre stata ricca di grassi e moderata quanto a contenuto in proteine e carboidrati. Lo so, la piramide alimentare ci dice di mangiare in modo diverso. La storia dei popoli non occidentalizzati insegna diversamente, e questi popoli (ovvero tutti noi prima di soggiacere alle lusinghe dei cibi moderni e alla paura dei grassi) guarda caso non avevano problemi di fertilità.

Altre cose da considerare: perchè mangiare grasso

Nel latte umano, oltre il 50% delle calorie vengono dai grassi.

Il nostro corpo è fatto di grassi (le nostre cellule non esisterebbero senza grassi). Il nostro cervello è fatto di grassi. La fonte principale di energia per il  nostro corpo è il grasso. I mitocondri, le “fornaci” che si trovano nelle nostre cellule, come carburante preferito hanno i grassi.

I grassi non fanno ingrassare di per se. Cosa si dà agli animali per farli ingrassare? Farine e cereali!! Conoscete qualche allevatore che dà ai propri animali del grasso per fargli mettere sù peso? Le cause vere dell’obesità non si conoscono a fondo ma di certo ha un ruolo preminente l’eccessivo consumo di carboidrati lavorati e di olii vegetali. Le popolazioni che hanno un introito più alto in assoluto di grassi al mondo, come i Masai (65% di grassi nella dieta) e gli Esquimesi (90% di grassi nella dieta) sono assolutamente in perfetta forma fisica e molto fertili.

L’alimentazione moderna, oltre che favorire l’obesità, con il suo carico eccessivo di carboidrati tende a ridurre la fertilità. Infatti l’alto carico di carboidrati che le donne moderne introducono giornalmente, provoca, in soggetti predisposti, un aumento della insulina nel sangue che a sua volta (attraverso un meccanismo denominato insulino-resistenza) determina la “trasformazione” degli estrogeni in testosterone, meccanismo che sta alla base della Sindrome dell’Ovaio Policistico; una patologia della quale soffrono il 10% delle donne in età fertile che impedisce spesso di rimanere gravide. Curiosamente il contrario avviene negli uomini: un’alimentazione ricca di carboidrati porta il testosterone a trasformarsi in estrogeni, il che riduce la fertilità nei maschietti. In pratica l’alimentazione moderna crea una bizzarra commistura dei sessi con donne sempre più maschie e maschi sempre più effeminati. Un triste destino di cui molte donne non sono assolutamente consce. La mancanza di fertilità quindi spesso ha a che fare con quello che mangiamo.

Considerate anche un altro aspetto. Vi viene detto che la frutta e le verdure hanno molte vitamine utili per il nostro benessere: vero (lo sappiamo tutti). Quello che meno si sa è che alcune vitamine si chiamano liposolubili, cioè si sciolgono nei grassi. Cosa vuol dire questo? Vuol dire, tra l’altro, che per essere assorbite devono essere ingerite insieme ai grassi, altrimenti ne assorbiamo molte di meno. Quella bella insalata che mangiate con il petto di pollo e limone alla piastra senza un goccio d’olio non vi darà le vitamine necessarie perchè non riuscirete ad assorbirle visto che il pasto è povero di grassi.

So di cosa vi state preoccupando. I grassi fanno venire l’infarto? La risposta sintetica è no. Come potete leggere in questa review pubblicata sull’AJCN.

Quali sono i grassi da mangiare? Ci sono quelli buoni e quelli cattivi. Ne abbiamo parlato ampiamente qui. Vi consiglio dunque di leggere bene questi post (https://sanipersempre.com/category/grassi-2/).

In sintesi: Per aumentare le probabilità di rimanere gravide dovete aumentare (rispetto al tipico atteggiamento “grassofobico”) il contenuto di grassi buoni della vostra dieta.

 

Il ruolo dei carboidrati

I più “famosi” sono il glucosio ed il fruttosio, detti zuccheri semplici. Si trovano nella frutta (da qui fruttosio), nella verdura e in molti altri alimenti. Quando si uniscono (glucosio+fruttosio) otteniamo lo….zucchero!!! Sì proprio quello che si mette nel caffè.

Il glucosio è utilizzato come energia da tutte le cellule del nostro corpo. Lo troviamo nella frutta, nella verdura, nelle patate etc etc. Ma lo possiamo anche produrre da noi con un meccanismo complicato che si chiana gluconeogenesi (che vuol dire “creare il glucosio da zero”). Il glucosio, però, è una sostanza che non può girare a lungo nel nostro sangue perchè alla lunga è tossico. Un po’ come la benzina, che tutti mettiamo volentieri nel serbatoio della macchina ma con cui certo non ci laviamo il viso, o ci facciamo colazione. Utile, cioè, non vuol dire buono in tutte le circostanze. Quindi, di quello che non utilizziamo lì per lì, un pochino lo mettiamo da parte nei muscoli e nel fegato immergendolo nell’acqua perchè poi sia pronto al bisogno (e lo chiamiamo glicogeno). Ma abbiamo solo un contenitore da mezzo chilo per mettere da parte il glucosio in eccesso. Che farne del resto visto che è tossico se rimane in giro nel sangue? Semplice, lo trasformiamo in grasso, di cui abbiamo la possibilità di metterne da parte quanto ne vogliamo: la parola tri-glideride viene proprio da questo (3 zuccheri). I triglideridi sono zuccheri trasformati in grassi. Ecco come si spiega che i carboidrati fanno ingrassare.

Il fruttosio, invece, che troviamo soprattutto nella frutta, e anch’esso un carboidrato semplice, ma ha un destino completamente diverso. Non è infatti utilizzato come fonte di energia nel nostro corpo. Nessuna cellula lo utilizza. Viene trattato come una sostanza tossica. Finisce subito al fegato e viene trasformato direttamente in grasso o in glucosio. In piccole quantità il fruttosio è tollerato dal nostro corpo, quando invece supera certe quantità danneggia il fegato (fegato grasso) e provoca la malattia metabolica (aumenta gli acidi urici, la pressione etc etc). Il concetto quindi da ricordare è che il fruttosio è del tutto accettabile se lo mangiamo in quantità non eccessive, e se viene da fonti naturali (frutta). Molto meno se proviene ad esempio da cibi o bevande arricchite di fruttosio. Se mangiamo qualche frutto durante la giornata non succede nulla. Se invece facciamo una caraffa di spremuta d’arancio e ne beviamo in continuazione la cosa cambia. Sembra una cosa del tutto naturale, ma la quantità di fruttosio diventa eccessiva e metabolizzarla complicato.

Inoltre un buon numero di persone non riesce ad assorbire il fruttosio a livello intestinale; questo fruttosio rimane nell’intestino e diventa cibo per i batteri che cominciano a proliferare dando tutta una serie di patologie come l’intestino irritabile e permeabile che portano a sintomi come flatulenza, pesantezza intestinale, diarrea.

I carboidrati debbono far parte della nostra alimentazione. Il problema sono le quantità e la provenienza. Se siete sovrappeso e volete rimanere gravide ridurre la quantità di carboidrati è un’ottima idea, perchè riducete lo stimolo alla secrezione insulinica che poi è alla base delle alterazioni ormonali che portano alla PCOS (Sindrome dell’ovaio policistico). Anche la provenienza dei carboidrati è fondamentale. E’ meglio utilizzare cibi che pur fornendo carboidrati non hanno molti antinutrienti (sostanze dannose), come purtroppo hanno i cereali e i legumi. Quindi buone fonti di carboidrati sono patate dolci, taro, patate nostrane e vegetali ricchi di amidi in genere. Anche la frutta in genere è ok, se non in quantità eccessive.

 

Proteine

E’ difficile abbuffarsi di proteine. In genere non costituisce un problema regolarsi nel loro consumo. Sono i grassi e i carboidrati che dovete tenere nel mirino. L’attenzione da porre in gravidanza è quella di non esagerare con le proteine perche possono portare a complicanze per la mamma e il feto. In gravidanza meglio non superare mai i 100 g di proteine al giorno.