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Gli ormoni in menopausa (Seconda Parte)

6 Dic

Proseguiamo il tema della terapia ormonale in Menopausa (M) iniziato nel primo post di questa serie. Se non lo avete ancora fatto prima di proseguire leggete il primo post della serie .

Progesterone: il naturale alter ego degli Estrogeni

Dopo qualche tempo dall’introduzione della Terapia Sostitutiva Ormonale (Tos) in M i medici si accorsero che l’utilizzo degli Estrogeni (E), pur estremamente benefico, si accompagnava ad un aumentato sanguinamento uterino. Infatti gli E tendono a stimolare l’endometrio e possono causare sanguinamento: se la stimolazione è prolungata ed eccessiva possono anche provocare il tumore dell’endometrio.

Cosa impedisce dunque alle giovani donne, ad esempio, di ammalarsi tutte di tumore all’utero visto che la gioventù è la fase della vita in cui gli E sono più abbondanti? Semplice, il Progesterone (P). Il P è prodotto dal corpo luteo nella seconda parte del ciclo mestruale, ma anche dalle surrenali e durante la gravidanza dalla placenta.

I medici dunque furono veloci nell’inserire anche il P nella Tos delle donne che la facevano negli anni ’70. L’utilizzo del P evita questi problemi di “dominanza estrogenica” con la susseguente eccessiva stimolazione di alcuni tessuti da parte degli E.

Purtroppo nelle donne il P tende a diminuire già quando esse raggiungono una età tra i 30 e i 40 anni di età, per poi scomparire quasi del tutto in M.

E’ quindi di fondamentale importanza ricordarsi che la Tos non può essere fatta senza utilizzare anche il P.

Caratteristiche del Progesterone

Oltre che contrastare gli effetti di un eccesso di E, il P bioidentico (B.I.) ha la straordinaria capacità di agire come antidepressivo, tranquillante ed anche come antidolorifico (sarà per il P che le donne sopportano il dolore meglio degli uomini?).

Un esempio delle capacità curative del P B.I. lo vediamo nella PMS, (sindrome premestruale), i cui sintomi, spesso sono dovuti al repentino calo del P nell’ultima parte del ciclo. L’utilizzo del P B.I. spesso risolve o migliora sensibilmente i sintomi della PMS.

Il P B.I. aiuta anche a trattare molti sintomi della M: cefalea, sbalzi di umore, instabilità emotiva. Quindi le donne che non possono prendere gli E in M possono usare comunque il P per alleviare molti sintomi di questa condizione.

Effetti sul sistema cardiovascolare

Molti studi dimostrano che il P.B.I. agisce in sinergia con gli E aiutando ad impedire la formazione della placca aterosclerotica nelle arterie. I Progestinici (molecole di sintesi simili al P) invece hanno l’effetto opposto, favorendo l’arterioscloerosi.

Non solo, il P B.I. aiuta gli E ad abbassare il colesterolo “cattivo” (LDL) e ad aumentare quello “buono” (HDL).

L’utilizzo quindi dei Progestinici mentre ha un effetto positivo sulla riduzione dell’incidenza di tumore all’utero (altrimenti non avrebbe senso fossero in commercio) non aiuta affatto nel prevenire la malattia cardiovascolare, anzi sembrano aggravarla.

Effetti sull’osso

Il P B.I. aumenta gli effetti positivi degli E sulle ossa. Le donne che prendono E più P B.I. possono sperare non solo di non veder comparire l’Osteoporosi ma anche di aumentare la densità ossea.

Non ho l’utero, che lo prendo a fare il P B.I.?

Anche le donne senza utero devono senz’altro prendere il P B.I. in M. E’ vero che il P si cominciò ad usarlo per contrastare gli effetti negativi degli E sull’utero, ma ormai sappiamo che oltre a ciò il P B.I. ha tantissimi altri effetti positivi.

Progesterone B.I. o Progestinici?

Gli studi che hanno gettato una cattiva luce sulla Tos facevano uso di Progestinici, non di P B.I. Facevano uso di E equini non di E B.I.

I Progestinisci sono molecole di sintesi simili al P ma non uguali, e spesso con effetti molto diversi dal vero P sul nostro corpo. Anche molti medici non apprezzano la differenza e talvolta negli studi scientifici si fa confusione tra le due molecole.

Vediamo le differenze nel dettaglio.

Il P B.I.:

  1. Previene l’Osteoporosi
  2. Aiuta il cuore ed il sistema circolatorio
  3. Abbassa il colesterolo
  4. Migliora la qualità della vita
  5. Aumenta i benefici degli E
  6. Previene il tumore al seno e all’utero
  7. Previene l’atrofia vaginale
  8. Migliora la PMS (sindrome premestruale)

I Progestinici invece:

  1. Possono causare tumore al seno
  2. Possono causare depressione
  3. Possono causare aumento di peso
  4. Possono causare embolia polmonare o cerebrale
  5. Possono causare dolorabilità al seno
  6. Possono causare ritenzione idrica e gonfiore.

Come vedete nonostante spesso vengano confuse, gli effetti di queste due molecole sono molto diversi. Il P B.I. è praticamente privo di effetti collaterali importanti se si esclude la sonnolenza, che comunque può essere evitata assumendolo in forma sublinguale.

Progesterone e Tumore al seno

Come avete letto sopra il P B.I. protegge dal tumore al seno, cosa molto importante da ricordare. Questo avviene attraverso diversi e complicati meccanismi (Espressione del gene P53 che blocca la crescita delle cellule cancerose, Stimolazione delle BCRP, le Breast Cancer Resistence Proteins, etc).

Se le donne in M perdono gli E perché vi è dunque un aumento di tumore al seno in questa fase della vita?

E’ proprio la carenza di P in M a causare un aumento del tumore al seno. Infatti lo Studio WHI ha dimostrato che gli E da soli non provocano un aumento del tumore al seno (Anzi gli E insieme al P fanno aumentare le BCRP, che sono protettive!!) (qui è spiegato perché le donne sopravvissute ad un tumore al seno possono prendere gli E in M).

I Progestinici come il medrossiprogesterone invece causano un aumento del tumore al seno di 8-9 volte. Legandosi agli stessi recettori del P nel seno impediscono il funzionamento del P stesso.

Quindi in sintesi:

GLI ESTROGENI NON PROVOCANO IL CANCRO.

I PROGESTINICI TENDONO A PROVOCARE IL CANCRO.

IL PROGESTERONE PROTEGGE DAL CANCRO.

 

Controindicazioni alla Tos

Ci sono dei casi in cui la terapia con E per via orale è controindicata.

Sostanzialmente sono i casi in cui le arterie della donna sono già in qualche modo “rovinate”:

  • Perché sono passati più di 10 anni dalla M e le arterie si sono probabilmente indurite e deteriorate a causa della assenza di E .
  • Perché è presente ipertensione arteriosa.
  • Perché è presente diabete.
  • Perché è presente sovrappeso (BMI sopra 30).
  • Perché ci sono fattori di rischio cardiovascolari.
  • Perché c’è una storia di Trombosi Venosa Profonda o Embolia Polmonare.

In questi casi è comunque possibile pensare di usare gli E transdermici che hanno meno effetto a livello dei vasi ma hanno anche meno effetti positivi degli E presi per bocca.

Chi prescrive la Tos?

Un qualsiasi medico che la conosca e la sappia maneggiare. Non conta la specializzazione. No assolutamente al fai da te.

Dove si trovano gli Ormoni Bioidentici?

Si trovano nelle poche farmacie specializzate che li preparano come prodotti galenici su prescrizione medica. Anche alcuni farmaci in commercio contengono Ormoni Bioidientici (Es. Progefikk, che contiene P B.I.) ma purtroppo spesso contengono degli eccipienti “orribili” (dal mio punto di vista) tipo olio di arachidi.

Per quanto tempo si deve fare la Tos?

Secondo me (e la letteratura scientifica) fino a 110 anni.

Che controlli devo fare?

Lo scopo della Tos è ottenere dei valori ematici ormonali che siano sufficienti ad avere un effetto benefico. Quindi nel primo anno bisogna controllare i valore ematici ormonali spesso, fino a che il dosaggio della Tos non è corretto. Una volta che si è trovata la dose giusta ci si può controllare una volta all’anno.

Quanto costa la Tos con Ormoni Bioidentici?

Purtroppo costa, perché si tratta di prodotti galenici molto sofisticati e sono poche farmacie a farli. Diciamo diverse centinaia di euro all’anno se si vuole i prodotti migliori.

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