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FIBROMIALGIA: quello che c’è da sapere di una patologia mal curata.

26 Gen

La Fibromialgia (F) è una delle patologie più sfuggenti, misconosciute, invalidanti, dell’epoca moderna.

Di solito viene definita “idiopatica”, cioè di origine sconosciuta.

Vediamo la definizione di questa patologia tratta da Wikipedia:
La fibromialgia o sindrome fibromialgica o sindrome di Atlante, è una sindrome caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso associato a rigidità. La sua diagnosi e caratteristiche cliniche sono controverse. Le possibili cure sono oggetto di continui studi; la malattia potrebbe essere riconducibile all’attività lavorativa svolta dal soggetto debilitato. La reale eziologia è sconosciuta, ma è considerata una malattia reumatica.

Controverso….sconosciuta…ma veramente?

Malattia vera o psicosomatica?

Ci sono molti altri sintomi, oltre il dolore, nei pazienti fibromialgici: fatica, insonnia, cefalea, disturbi intestinali, brain fog (mente annebbiata), scarsa memoria etc etc.

L’atteggiamento che la maggior parte di noi medici ha verso la F è di considerarla a genesi sconosciuta con una forte componente “neuropsicogena” ovvero “in qualche modo c’entra il sistema nervoso e la mente” ovvero, detto in maniera ancora più cruda, “nasce tutto dentro la tua testa”. E siccome non si sa bene dove andare a parare per curarla, la tendenza è quella di utilizzare per le pazienti (la F colpisce circa il 5% della popolazione mondiale, soprattutto le donne tra i 20 e i 50 anni) dei farmaci che sopprimono il dolore (ma non la causa del dolore) e rintontiscono la mente (tranquillanti e psicoterapici).

In altre parole spesso la paziente viene presa per una donna con la mente malata, più bisognosa di uno psicologo che di un medico.

Eppure esistono delle alterazioni organiche obiettive nel paziente fibromialgico:

  1. Tessuto muscolare disorganizzato con accumulo di lipofuscina (che denota invecchiamento del muscolo), frammentazione del DNA, con aree di contratture localizzate.
  2. Accumulo di glicogeno e grassi dentro le cellule a denotare che i mitocondri (presenti in numero ridotto) non funzionano bene. La produzione di energia nella cellula è quindi compromessa.
  3. Anormalità dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
  4. Aumento nel cervello di glutammato, omocisteina e interleukina-8.
  5. Aumento delle citochine infiammatorie circolanti a denotare uno stato di Infiammazione Cronica di Basso Grado.
  6. Crescita di batteri in parti dell’intestino dove non dovrebbero esserci: la cosiddetta SIBO.
  7. Aumento della permeabilità intestinale: il cosiddetto leaky gut ovvero un intestino colabrodo che fa passare di tutto al cospetto del sistema immunitario e nel sangue.
  8. Carenza di Vitamina D in molti pazienti.
  9. Bassi livelli ematici di triptofano; un aminoacido precursore di serotonina e melatonina la cui carenza determina ansia, depressione, attacchi di fame, sonno disturbato etc etc.
  10. Stress ossidativo per i problemi già citati ai mitocondri e la mancanza di alcuni nutrienti (magnesio, zinco, Vitamina B12 etc etc).

Tutte queste anomalie presenti nel paziente fibromialgico possono non solo spiegare i sintomi di questa malattia ma anche indicare la strada da intraprendere per guarire.

In sostanza, il dolore fibromialgico origina a livello muscolare a seguito dello stress ossidativo e dello stato infiammatorio, e viene eccessivamente amplificato a livello del midollo spinale e del cervello [in gergo medico questo fenomeno viene descritto con due nomi, Allodinia (si scambia uno stimolo non doloroso per uno doloroso) e Iperalgesia (uno stimolo doloroso modesto viene sentito come molto doloroso e molto duraturo)].

Chi segue questo blog sa che la maggior parte delle malattie croniche moderne nascono da uno stato di infiammazione subclinica (il paziente non se ne accorge) legato ad una alimentazione sbagliata e ad uno stile vita non consono con la nostra natura (tanto stress e poco sonno). Spesso rimediare a queste cose porta ad un miglioramento o addirittura ad una scomparsa della patologia di cui si soffre.

La F non è differente. Si può guarire o comunque stare molto meglio prendendo i giusti provvedimenti. Ma questo ai pazienti non viene detto.

Cosa si sente dire il paziente?

“La F è un problema che dura tutta la vita, e nasce nel sistema nervoso centrale che amplifica il dolore.” Traduzione: “Non guarirai mai e devi prendere i farmaci tutta la vita”.

“Non esiste una cura ma i farmaci possono far diminuire i sintomi”. Traduzione: “Smetti di cercare una soluzione e affidati ai farmaci.”

“C’è una componente genetica nella F anche se non basta per avere la malattia”. Traduzione:”Non ci abbiamo capito nulla, ma non puoi fare a meno di noi.”

“I muscoli e gli organi non sono danneggiati, è solo il cervello che amplifica il dolore”. (Affermazione palesemente falsa visto che come abbiamo visto i pazienti sono pieni di alterazioni biochimiche e organiche). Traduzione: “Gli psicofarmaci sono l’approccio adatto a te”.

Diagnosi differenziale

Ci sono delle condizioni che possono dare sintomi simili alla F oppure possono aggravarla. Vediamo le principali.

Ipotiroidismo

L’ipotiroidismo può causare un dolore diffuso cronico, fino nei casi più gravi a causare una vera e propria miopatia (malattia del muscolo). E’ fondamentale in chi abbia dolore cronico muscolo-tendineo valutare la funzionalità tiroidea misurando tutti gli ormoni tiroidei e non solo il Tsh. Spesso anche degli ormoni tiroidei entro il range di normalità non sono garanzia del fatto che l’ipotiroidismo non sia la causa del dolore, soprattutto se i valori degli ormoni si colloca nella parte bassa del range di normalità.

Carenza di Vitamina D

Un quadro molto simile alla F può essere determinato dalla carenza di Vitamina D. Dolore cronico, depressione, ansia, infiammazione cronica sono sintomi tipici della carenza grave di vitamina D. La supplementazione con 5000-10000 UI giornaliere di vitamina D si associa ad un aumentato benessere e miglioramento del tono dell’umore.

Infezioni da Clamidia e Micoplasma

Infezioni da Micoplasma sono state trovate nel 50% per soggetti affetti da F e/o Sindrome da Fatica Cronica. Stessa cosa si può dire della Clamidia i cui anticorpi appaiono spesso presenti in soggetti con sindrome da fatica e infiammazione cronica.

Ferro

L’emocromatosi (eccesso di ferro) è una delle malattie genetiche diffuse in occidente. Si accompagna spesso a dolore cronico muscolare. Le manifestazioni dolorose sono classicamente alle articolazioni ma talvolta possono ricordare quelle della F.

E’ la carenza di ferro invece che può portare a cefalea ed essere anche la causa di una ridotta produzione intracellulare di energia con conseguente dolore cronico fibromialgico come evidenzia uno studio del 2010 sul Eur J Clin Nutr.

Intossicazione da Metalli

L’intossicazione da metalli pesanti come Mercurio e Piombo è notoriamente alla base di molte manifestazioni croniche dolorose muscolo-scheletriche. Da tenere sempre a mente quando si ha a che fare con un dolore cronico di questo tipo.

Una spiegazione alternativa delle cause della Fibromialgia: il ruolo della SIBO

Abbiamo visto come in realtà vi siano molti elementi reali, organici, nella genesi della F e come non si possa sbrigativamente ascriverla ad un cervello che amplifica i segnali dolorosi o ad una psiche troppo debole e autocondizionantesi.

Da dove potrebbe quindi nascere la F? Come molte malattie moderne croniche, l’origine potrebbe essere legata ad una disbiosi intestinale o SIBO (Crescita anomala di batteri nel piccolo intestino) che dir si voglia. Ci sono ormai tantissimi riferimenti nella letteratura scientifica che fanno propendere per questa ipotesi.

La cosa avverrebbe in questo modo:

1) L’eccesso di crescita batterica intestinale fa sì che aumenti la produzione intestinale di tossine (una delle più conosciute è un componente della parete batterica che si chiama LPS) e sostanze infiammatorie/tossiche per i mitocondri (come il D-Lattato ed il H2S, l’acido solfidrico).

2) Il sistema immunitario del cervello (detto “microglia” ) viene attivato direttamente da queste tossine (LPS etc) e indirettamente da altre sostanze infiammatorie (citochine) che il nostro corpo produce quando deve combattere un’infezione.

3) La microglia stimola i neuroni e questo causa un aumento della attività cerebrale glutaminergica che causa una sensibilizzazione cerebrale eccessiva agli stimoli dolorosi, depressione e fatica.

4) La disfunzione dei mitocondri (che sono i luoghi dove si produce l’energia) nelle cellule cerebrali esacerba la disfunzione cerebrale con ulteriore attivazione della microglia.

5) A livello periferico la disfunzione mitocondriale facilita il dolore ed il circolo vizioso dello stress ossidativo.

Sono molti gli studi che supportano l’ipotesi che la Sibo abbia molto a che fare con la F. Ad esempio uno studio di Pimentel del 2004 dimostra che su 42 pazienti con F studiati, tutti e 42 avevano la SIBO: in essi il dolore fibromialgico era direttamente proporzionale al livello di idrogeno rilevato al Breath Test.

Anche gli studi sugli animali dimostrano questo. Uno studio di Othmanm del 2008 ci ricorda che è possibile provocare dolore cronico negli animali se essi vengono messi a contatto con tossine batteriche e che la SIBO può avere un ruolo nel provocare ipersensibilità al dolore negli esseri umani. Per non parlare del nervo vago, che collega l’intestino al cervello, attraverso il quale può avvenire l’ipersensibilizzazione del cervello al dolore da parte delle tossine batteriche.

I batteri che spesso predominano nella SIBO sono quelli che producono il D-lattato e un’altra tossina, l’acido solfidrico come detto sopra. Il D-lattato provoca fatica muscolare e dolore mentre l’acido solfidrico danneggia il DNA riducendo la produzione di energia intracellulare.

Amarla nel 2008 ci ha ricordato che la sensazione del dolore può aumentare in seguito ad infiammazione acuta e cronica dimostrandolo in topi sterili nei quali l’inoculazione di tossine batteriche provocava una risposta dolorosa eccessiva.

Yamaguchi nel 2011 fa un gran bell’esperimento e dimostra che per creare una persistente eccessiva risposta dolorosa negli animali la tossina batterica LPS deve essere somministrata a basse dosi! Alte dosi non provocano dolore. Ecco dunque di nuovo il concetto di infiammazione cronica di basso grado che ritorna. Per avere un eccesso di risposta al dolore anche l’essere umano probabilmente ha bisogno di una intossicazione non massiccia ma di basso grado quale è quella che si ha nella SIBO.

Ecco quindi che possiamo articolare meglio la sequenza di eventi che porta alla F:

1) La SIBO determina un aumentato assorbimento nel circolo sanguigno di bassi livelli di tossine batteriche e altre sostanze infiammatorie che causano una Infiammazione Sistemica di Basso Grado, con produzione da parte del sistema immunitario di sostanze infiammatorie come prostacicline e citochine.

2) Queste sostanze arrivano al cervello e lo infiammano (attivando la microglia). Non solo, il D-lattato e l’acido solfidrico prodotti in eccesso in caso di SIBO danneggiano i mitocondri delle cellule cerebrali con conseguente malfunzionamento delle medesime.

3) Le cellule cerebrali vengono attivate aumentando la produzione di glutammato che sensibilizza il cervello al dolore e lo rende iperresponsivo al dolore stesso. In poche parole il cervello amplifica il dolore a seguito di questi eventi. Non solo, compare anche depressione, brain fog (cervello annebbiato) e ansia. L’eccesso di attività cerebrale porta alla sovrapproduzione di radicali liberi che concorrono a perpetuare il danno ed i sintomi. Il cervello insomma è in fiamme.

4) Il danno da tossine, D-lattato e acido solfidrico avviene anche a livello muscolare, come ho detto all’inizio. La F non è solo un problema cerebrale!

Come curare la Fibromialgia?

Se sappiamo dove nasce la patologia è più facile pensare alla possibili soluzioni. Ecco gli approcci più di successo che possono essere usati spesso contemporaneamente sotto la guida di un terapeuta esperto. Nella bibliografia trovate il riferimento a lavori scientifici che supportano molti di questi approcci.

1) Modificare la dieta in senso evolutivo (paleo dieta). Mangiare verdure, frutta, carne, pesce, uova, esclusivamente! Eliminare i cibi moderni che facilitano la crescita di batteri indesiderati nell’intestino. Ridurre i cibi ricchi di carboidrati che possono aumentare la fermentazione intestinale.

2) Cercare di eradicare i batteri inizialmente con prodotti naturali come la berberina, l’Artemisia, l’olio di origano o di menta. Se non funzionano si possono usare antibiotici particolari come la rifaximina.

3) Supportare la salute della mucosa intestinale con vitamina A, glutammina e zinco.

4) Ottimizzare i valori di Vitamina D portandoli nella parta alta del range di normalità.

5) Valutare l’uso di omega 3 antinfiammatori e GLA.

6) I probiotici hanno un loro ruolo anche se è necessario calcolare la tempistica perché possono peggiorare la SIBO in taluni casi.

7) La Vitamina B12 è fondamentale in tutti i pazienti con F perché riduce significativamente l’infiammazione e l’omocisteina cerebrale. Da utilizzare nella forma di idrossicobalamina o metilcobalamina.

8) Il Triptofano (precursore di alcuni neurotrasmettitori cerebrali) ha dimostrato in studi clinici di ridurre i sintomi della F.

9) Il Magnesio è utilissimo nel ripristinare le funzioni relative alla produzione di energia cellulare. Riduce la neurotossicità cerebrale.

10) La Vitamina C è molto importante in tutti i soggetti che soffrono di dolore cronico per il suo effetto antiossidante e rigeneratore del tessuto connettivo.

11) Coenzima Q10. I pazienti fibromialgici hanno livelli ematici di CoQ10 ridotti del 40%. I pazienti che lo prendono vedono ridursi i sintomi (dolori e cefalea) significativamente. I soggetti che non rispondono ai dosaggi più bassi del range terapeutico possono rispondere a quelli più alti.

12) Melatonina. Potente antiossidante, migliora la salute dei mitocondri e la produzione di ATP (energia). Si è dimostrata molto utile nel trattamento della fibromialgia in diversi trial clinici. Riduce l’attivazione della microglia (sistema immunitario) cerebrale.

13) Acetil-L-Carnitina. Ha un ruolo critico nel migliorare la produzione mitocondriale di ATP.

14) D-Ribosio. Aumenta la produzione mitocondriale di ATP.

15) Creatinina Monoidrato. Migliora la produzione di ATP da parte dei mitocondri e l’utilizzazione dell’ossigeno nel muscolo e nel cervello.

16) Balneoterapia termale. In un trial clinico 15 bagni termali di 20 minuti lungo 3 settimane hanno ridotto significativamente gli indici infiammatori e migliorato i sintomi clinici.

17) Evitare i vizi che aumentano l’omocisteina cerebrale: alcol, eccesso di caffè, fumo.

18) Riduzione dell’esposizione a elementi tossici/chimici/cosmetici. Le intossicazioni possono essere alla base di molti casi di fibromialgia. Ad esempio, uno studio del 2004 ha dimostrato che l’astensione per due anni da creme, cosmetici, unguenti etc etc riduce significativamente i sintomi della fibromialgia.

18) Il testosterone riduce l’attivazione della microglia avendo funzioni immunomodulatorie e antinfiammatorie con conseguente riduzione della ipersensibilizzazione cerebrale al dolore.

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Gli ormoni in menopausa (Seconda Parte)

6 Dic

Proseguiamo il tema della terapia ormonale in Menopausa (M) iniziato nel primo post di questa serie. Se non lo avete ancora fatto prima di proseguire leggete il primo post della serie .

Progesterone: il naturale alter ego degli Estrogeni

Dopo qualche tempo dall’introduzione della Terapia Sostitutiva Ormonale (Tos) in M i medici si accorsero che l’utilizzo degli Estrogeni (E), pur estremamente benefico, si accompagnava ad un aumentato sanguinamento uterino. Infatti gli E tendono a stimolare l’endometrio e possono causare sanguinamento: se la stimolazione è prolungata ed eccessiva possono anche provocare il tumore dell’endometrio.

Cosa impedisce dunque alle giovani donne, ad esempio, di ammalarsi tutte di tumore all’utero visto che la gioventù è la fase della vita in cui gli E sono più abbondanti? Semplice, il Progesterone (P). Il P è prodotto dal corpo luteo nella seconda parte del ciclo mestruale, ma anche dalle surrenali e durante la gravidanza dalla placenta.

I medici dunque furono veloci nell’inserire anche il P nella Tos delle donne che la facevano negli anni ’70. L’utilizzo del P evita questi problemi di “dominanza estrogenica” con la susseguente eccessiva stimolazione di alcuni tessuti da parte degli E.

Purtroppo nelle donne il P tende a diminuire già quando esse raggiungono una età tra i 30 e i 40 anni di età, per poi scomparire quasi del tutto in M.

E’ quindi di fondamentale importanza ricordarsi che la Tos non può essere fatta senza utilizzare anche il P.

Caratteristiche del Progesterone

Oltre che contrastare gli effetti di un eccesso di E, il P bioidentico (B.I.) ha la straordinaria capacità di agire come antidepressivo, tranquillante ed anche come antidolorifico (sarà per il P che le donne sopportano il dolore meglio degli uomini?).

Un esempio delle capacità curative del P B.I. lo vediamo nella PMS, (sindrome premestruale), i cui sintomi, spesso sono dovuti al repentino calo del P nell’ultima parte del ciclo. L’utilizzo del P B.I. spesso risolve o migliora sensibilmente i sintomi della PMS.

Il P B.I. aiuta anche a trattare molti sintomi della M: cefalea, sbalzi di umore, instabilità emotiva. Quindi le donne che non possono prendere gli E in M possono usare comunque il P per alleviare molti sintomi di questa condizione.

Effetti sul sistema cardiovascolare

Molti studi dimostrano che il P.B.I. agisce in sinergia con gli E aiutando ad impedire la formazione della placca aterosclerotica nelle arterie. I Progestinici (molecole di sintesi simili al P) invece hanno l’effetto opposto, favorendo l’arterioscloerosi.

Non solo, il P B.I. aiuta gli E ad abbassare il colesterolo “cattivo” (LDL) e ad aumentare quello “buono” (HDL).

L’utilizzo quindi dei Progestinici mentre ha un effetto positivo sulla riduzione dell’incidenza di tumore all’utero (altrimenti non avrebbe senso fossero in commercio) non aiuta affatto nel prevenire la malattia cardiovascolare, anzi sembrano aggravarla.

Effetti sull’osso

Il P B.I. aumenta gli effetti positivi degli E sulle ossa. Le donne che prendono E più P B.I. possono sperare non solo di non veder comparire l’Osteoporosi ma anche di aumentare la densità ossea.

Non ho l’utero, che lo prendo a fare il P B.I.?

Anche le donne senza utero devono senz’altro prendere il P B.I. in M. E’ vero che il P si cominciò ad usarlo per contrastare gli effetti negativi degli E sull’utero, ma ormai sappiamo che oltre a ciò il P B.I. ha tantissimi altri effetti positivi.

Progesterone B.I. o Progestinici?

Gli studi che hanno gettato una cattiva luce sulla Tos facevano uso di Progestinici, non di P B.I. Facevano uso di E equini non di E B.I.

I Progestinisci sono molecole di sintesi simili al P ma non uguali, e spesso con effetti molto diversi dal vero P sul nostro corpo. Anche molti medici non apprezzano la differenza e talvolta negli studi scientifici si fa confusione tra le due molecole.

Vediamo le differenze nel dettaglio.

Il P B.I.:

  1. Previene l’Osteoporosi
  2. Aiuta il cuore ed il sistema circolatorio
  3. Abbassa il colesterolo
  4. Migliora la qualità della vita
  5. Aumenta i benefici degli E
  6. Previene il tumore al seno e all’utero
  7. Previene l’atrofia vaginale
  8. Migliora la PMS (sindrome premestruale)

I Progestinici invece:

  1. Possono causare tumore al seno
  2. Possono causare depressione
  3. Possono causare aumento di peso
  4. Possono causare embolia polmonare o cerebrale
  5. Possono causare dolorabilità al seno
  6. Possono causare ritenzione idrica e gonfiore.

Come vedete nonostante spesso vengano confuse, gli effetti di queste due molecole sono molto diversi. Il P B.I. è praticamente privo di effetti collaterali importanti se si esclude la sonnolenza, che comunque può essere evitata assumendolo in forma sublinguale.

Progesterone e Tumore al seno

Come avete letto sopra il P B.I. protegge dal tumore al seno, cosa molto importante da ricordare. Questo avviene attraverso diversi e complicati meccanismi (Espressione del gene P53 che blocca la crescita delle cellule cancerose, Stimolazione delle BCRP, le Breast Cancer Resistence Proteins, etc).

Se le donne in M perdono gli E perché vi è dunque un aumento di tumore al seno in questa fase della vita?

E’ proprio la carenza di P in M a causare un aumento del tumore al seno. Infatti lo Studio WHI ha dimostrato che gli E da soli non provocano un aumento del tumore al seno (Anzi gli E insieme al P fanno aumentare le BCRP, che sono protettive!!) (qui è spiegato perché le donne sopravvissute ad un tumore al seno possono prendere gli E in M).

I Progestinici come il medrossiprogesterone invece causano un aumento del tumore al seno di 8-9 volte. Legandosi agli stessi recettori del P nel seno impediscono il funzionamento del P stesso.

Quindi in sintesi:

GLI ESTROGENI NON PROVOCANO IL CANCRO.

I PROGESTINICI TENDONO A PROVOCARE IL CANCRO.

IL PROGESTERONE PROTEGGE DAL CANCRO.

 

Controindicazioni alla Tos

Ci sono dei casi in cui la terapia con E per via orale è controindicata.

Sostanzialmente sono i casi in cui le arterie della donna sono già in qualche modo “rovinate”:

  • Perché sono passati più di 10 anni dalla M e le arterie si sono probabilmente indurite e deteriorate a causa della assenza di E .
  • Perché è presente ipertensione arteriosa.
  • Perché è presente diabete.
  • Perché è presente sovrappeso (BMI sopra 30).
  • Perché ci sono fattori di rischio cardiovascolari.
  • Perché c’è una storia di Trombosi Venosa Profonda o Embolia Polmonare.

In questi casi è comunque possibile pensare di usare gli E transdermici che hanno meno effetto a livello dei vasi ma hanno anche meno effetti positivi degli E presi per bocca.

Chi prescrive la Tos?

Un qualsiasi medico che la conosca e la sappia maneggiare. Non conta la specializzazione. No assolutamente al fai da te.

Dove si trovano gli Ormoni Bioidentici?

Si trovano nelle poche farmacie specializzate che li preparano come prodotti galenici su prescrizione medica. Anche alcuni farmaci in commercio contengono Ormoni Bioidientici (Es. Progefikk, che contiene P B.I.) ma purtroppo spesso contengono degli eccipienti “orribili” (dal mio punto di vista) tipo olio di arachidi.

Per quanto tempo si deve fare la Tos?

Secondo me (e la letteratura scientifica) fino a 110 anni.

Che controlli devo fare?

Lo scopo della Tos è ottenere dei valori ematici ormonali che siano sufficienti ad avere un effetto benefico. Quindi nel primo anno bisogna controllare i valore ematici ormonali spesso, fino a che il dosaggio della Tos non è corretto. Una volta che si è trovata la dose giusta ci si può controllare una volta all’anno.

Quanto costa la Tos con Ormoni Bioidentici?

Purtroppo costa, perché si tratta di prodotti galenici molto sofisticati e sono poche farmacie a farli. Diciamo diverse centinaia di euro all’anno se si vuole i prodotti migliori.

Gli ormoni in menopausa: una “toppa” o una terapia salvavita? Il ruolo degli ormoni bioidentici (Prima Parte)

5 Dic

Premessa

Dire Menopausa (M) significa dire “maturità”, “senescenza” e infine “vecchiaia”. E’ quella fase della vita di una donna che segue agli anni della fertilità, dove alcuni ormoni smettono di essere prodotti in quantità significative.

Cominciano spesso a comparire sintomi fastidiosi, il fisico si modifica, lo spirito e la mente talvolta.

Tutto questo si porta dietro paure, fastidi, ma anche in molti casi una transizione non troppo difficile negli anni della maturità. Gli “ormoni mancanti” sono la chiave per capire cosa aspettarsi e come affrontare questo periodo, inevitabile, della vita di una donna.

Gli Ormoni mancanti

Tra i principali ormoni mancanti nella donna dopo i 50 anni troviamo gli Estrogeni (E) ed il Progesterone (P) prodotti da ovaie e surreni. Le ovaie ed i surreni però  invecchiano ed E e P dopo i 50 anni vengono prodotti in quantità minime.

Il passaggio alla M è segnato dai classici sintomi: vampate di calore, sbalzi d’umore, insonnia, secchezza vaginale, sovrappeso etc etc.

Per ovviare a questi fastidi alle donne vengono talvolta prescritti degli E sintetici accompagnati spesso da Progestinici (ovvero da molecole sintetiche simili ma NON identiche al P); questo per ovviare al fatto che gli E tendono a stimolare la mucosa uterina con possibili effetti indesiderati (ad es. sanguinamento). I progestinici contrastano questi effetti degli E.

Passati i fastidi della transizione alla M la tendenza dominante è quella di sospendere il trattamento ormonale e lasciare la donna invecchiare senza alcuna correzione delle carenze ormonali. In fondo è normale invecchiare: perché voler andare contro natura forzando la donna ad una terapia sostitutiva foriera di possibili rischi ed effetti collaterali?? Il declino verso la vecchiaia, ci dicono, è normale e le donne debbono accettare di “appassire” lentamente per finire preda di Osteoporosi, Cancro, Alzheimer, Malattie Cardiovascolari (responsabili queste ultime, care signore, del 50-60% delle morti tra le donne in menopausa!!).

Si può pensare di fare qualcosa per arginare questo declino “naturale”? Difficile, ci dicono, perché la Terapia Sostitutiva Ormonale (TOS) è piena di insidie (cancro?) e dagli esiti incerti.

Oltre le Vampate

E’ bene ricordare che i problemi legati alla menopausa non sono soltanto quei fastidi (vampate etc) che molte donne sperimentano. Anzi, quei “fastidi” sono spesso il male minore.

Vediamo cosa ci dice la letteratura scientifica sui veri problemi della M e del ruolo degli E:

1. Dopo 10 anni di M molte donne cominciano a perdere i denti perché la perdita di tessuto osseo mandibolare non permette ai denti di essere sostenuti correttamente.

2. Aumentano in M le probabilità di andare incontro a Degenerazione Maculare, una delle cause più importanti di cecità. Le donne che prendono gli E in M hanno una probabilità dell’80% inferiore di ammalarsi di questa patologia.

3. Le donne in M che hanno preso per oltre 10 anni gli E hanno una riduzione dell’83% delle probabilità di ammalarsi di Alzheimer.

4. Le donne che prendono gli E in M hanno una riduzione della patologia cardiovascolare (Infarto e Ictus) del 50%.

5. Gli E in M prevengono l’Osteoporosi. Sapete che il 50% delle donne che hanno una frattura di anca dopo i 65 anni muoiono entro due anni?

Senza gli E insomma, le donne affrontano la seconda parte della loro vita con una maggiore incidenza di depressione, obesità, osteoporosi e malattia cardiovascolare.

WHI: la pietra tombale sulla TOS? Gli ormoni Bioidentici

Siamo nel 2003. Per porre un argine ai problemi della M da diversi decenni si utilizza la TOS. Nella primavera del 2003 lo studio WHI (Women Health Initiative), il più grande studio mai intrapreso sulle donne in M, dimostra che la TOS provoca un maggiore rischio di Infarti, Ictus, Tumore al Seno e Demenza. Da un giorno all’altro milioni di donne smettono di fare la TOS senza che i medici propongano loro alcuna alternativa.

Eppure nei 40 anni precedenti si era capito che gli E proteggevano da:

– Cardiopatie

– Ictus

– Colesterolo in eccesso

– Alzheimer

– Perdita di memoria

– Sintomi della M

– Osteoporosi

– Atrofia delle vie urinarie, infezioni delle vie urinarie

– Invecchiamento della pelle

– Depressione e sbalzi di umore

 

Gli Ormoni Bioidentici

Perché dunque lo studio WHI sembrava mostrare il contrario? Perché in quello studio si utilizzavano ormoni “sintetici”. Nessun rischio, infatti, è mai stato dimostrato utilizzando gli ormoni naturali o bioidentici (vedi Cosa sono gli Ormoni Bioidentici) che dir si voglia.

Vediamo di definire cosa significa Ormone sintetico e Ormone bioideintico (B.I.).

L’ormone B.I. è un ormone identico nella struttura chimica a quello che abbiamo nel nostro corpo. Ad esempio, il principale estrogeno del nostro corpo si chiama 17-β-Estradiolo. Fare la Tos in M con E B.I. significa prendere esattamente il 17-β-Estradiolo.

Naturale o B.I. NON significa che la sostanza è estratta da una pianta o che è un derivato della Soia. Infatti gli ormoni B.I. sono fatti in laboratorio come tutti i farmaci, ma sono creati copia esatta di quelli umani. Gli ormoni sintetici sono anch’essi fatti in laboratorio ma a differenza di quelli B.I. non sono esatte repliche dei nostri. Perché non lo sono? Perché se lo fossero non sarebbero “brevettabili” dalle case farmaceutiche: infatti non si possono brevettare le sostanze naturali (l’acqua non è brevettabile ad esempio). Le case farmaceutiche investono milioni di dollari per creare un farmaco e sono “costrette” a brevettarlo perché altrimenti ovviamente non potrebbero guadagnarci: non c’è nulla di male in questa pratica, ma è bene sapere di cosa stiamo parlando. Quindi le case farmaceutiche modificano lievemente la molecola naturale aggiungendoci o togliendo uno o più gruppi chimici al fine di poter avere l’esclusività d’uso. In questo modo però non si hanno degli ormoni perfetta copia dei nostri, il che provoca talvolta degli inconvenienti.

I rischi del WHI Study

Nel WHI il rischio di tumore al seno era in realtà molto più piccolo di quello che sembrava: meno di uno per 1000 donne. Piccolo ma esisteva. Questo rischio esisteva però solo quando i due farmaci dello studio venivano presi insieme: Premarin + Provera. Il Premarin, attenzione, non è un ormone B.I. ma semplicemente un insieme di estrogeni di cavalla gravida (almeno 10 estrogeni di cavalla, ignoti ovviamente al corpo umano). Il Provera non è Progesterone B.I. ma un progestinico di sintesi (ovvero progesterone modificato, medrossiprogesterone per l’esattezza).

Comunque quando il Premarin veniva preso da solo non vi era un aumentato rischio di tumore al seno. Quindi era il Provera ad aumentare il rischio di tumore al seno. L’estrogeno di sintesi era innocente in questo caso.

Il Premarin preso da solo si dimostrava invece colpevole di aumentare lievemente il rischio di ictus, ma soltanto quando veniva preso da donne di 65 anni e oltre che iniziavano la TOS dopo i 65 anni. Nessun rischio nelle donne che prendevano il Premarin prima dei 60 anni o che comunque lo cominciavano entro i primi anni della M.

Molti studi dimostrano inoltre che il Premarin aumenta il rischio trombotico nelle donne mentre, attenzione, il 17-β-Estradiolo (l’ormone B.I.) non aumenta questo rischio.

Infine è bene ricordare che le donne del WHI avevano una età media elevata (sopra i 60 anni). Altri studi dimostrano che quando la Tos inizia prima dei 60 anni questi rischi degli E non esistono.

E’ quindi evidente che il rischio della Tos è dovuto all’utilizzo di ormoni sintetici e al fatto che le donne in terapia erano in M da oltre 10 anni.

Il 17-β-Estradiolo: l’ormone della giovinezza

Gli E B.I. dunque si dimostrano veramente fondamentali per mantenere un buono stato di salute in M.

Sbalzi di umore

Con la M arrivano gli sbalzi di umore. Gli E interagiscono con le endorfine nel cervello e senza E le endorfine fanno spesso cilecca. Sono gli estrogeni in aumento che vi fanno sentire bene nei primi giorni del ciclo mestruale. Mai pianto per una sciocchezza, senza motivo? Potrebbe essere la carenza di estrogeni. Gli studi dimostrano una maggiore stabilità emotiva nelle donne che fanno la Tos.

Non solo, gli E sono il tranquillizzante naturale dell’organismo perché inibiscono il MAO, l’enzima che degrada la serotonina la quale di conseguenza può esplicare senza intoppi la sua azione benefica sull’umore.

Alzheimer? No grazie

La funzione positiva degli E si manifesta a livello cerebrale anche nelle aree deputate alla memoria e all’apprendimento, che sono quelle in genere colpite dall’Alzheimer. Le donne che prendono per almeno 10 anni gli E in M hanno un rischio di Alzheimer ridotto dell’83%!!

Che succede là sotto?

La secchezza vaginale e le infezioni urinarie possono essere curate con la Tos. La vagina tende ad atrofizzarsi con la perdita di E in M. I rapporti sessuali diventano dolorosi, le vie urinarie sono compromesse con maggiori possibilità di infezioni. Gli E rinvigoriscono la vagina, la tonicizzano e le pazienti arrivano nel mio ambulatorio dicendo: “Qualcosa è cambiato là sotto!”

Le rughe

Gli E stimolano la produzione di acido ialuronico nel collagene con conseguente pelle più tonica e idratata. Oltre al brodo di carne e ossa gli E sono una vera manna per la pelle di una donna in M.

Osteoporosi

Gli estrogeni praticamente eliminano il rischio di osteoporosi nelle donne in M stimolando la produzione di Calcitonina (prodotta dalla tiroide, da qui la superiorità della terapia con Tiroide Secca nell’Ipotiroidismo) e aiutando la Vitamina D a rimodellare l’osso. Lo studio PEPI (Postmenopausal Estrogen/Progestin Trials) dimostra che le donne che fanno la Tos guadagnano tessuto osseo e non hanno praticamente osteoporosi dell’anca e della colonna vertebrale.

L’osteoporosi è una malattia ampiamente prevenibile se si usa correttamente la Tos in M.

Arteriosclerosi

Di cosa muoiono le donne in M? Non di tumore al seno certo! Le donne moderne muoiono in gran parte per problemi cardiovascolari, e non lo sanno! Ci si preoccupa dei tumori, si fa la mammografia, si guardano le ovaie, ma il Killer delle donne è la malattia cardiovascolare.

Le donne che prendono gli E riducono del 50% le probabilità di morire per problemi di cuore o di ictus quando sono vecchie.

Avete idea ora di quale notizia dovrebbe essere nella prima pagina dei giornali la mattina quando vi alzate? Quanti milioni di morti si risparmierebbero con la Tos iniziata precocemente in M?

Gli estrogeni riducono la malattia cardiovascolare perché migliorano la sensibilità all’insulina, diminuiscono le LDL, aumentano le HDL e impediscono l’ossidazione del colesterolo, fatto che è il vero responsabile della pericolosità del colesterolo. Non solo, migliorano la salute delle arterie migliorando la funzionalità dell’”intima”, lo strato della parete arteriosa a contatto col sangue.

Esiste il rischio “Tumore” con gli E?

Nel 1987 i ricercatori Cancer and Steroid Hormone Study studiarono le donne in M che prendevano gli E da almeno 20 anni.Non osservarono alcun aumento del tumore al seno, anche nelle donne che avevano una storia familiare di tumore al seno.

Anche il NHANES I Epidemiology Follow-up Study 20 anni dopo ha dimostrato che non vi è rischio di aumento di tumore al seno nelle donne che fanno la Tos. D’altronde se ci pensate bene, le donne che prendono la pillola non hanno un aumentato rischio di tumore al seno.

Ma c’è di più. Ci sono oltre 60 studi che dimostrano che anche le donne che hanno avuto un tumore al seno e sono libere da malattia da più di 5 anni non corrono rischi a prendere gli E in M. Anzi, gli E sono protettivi, dato che le donne che prendono gli E dopo aver avuto il tumore al seno hanno meno recidive. L’equivoco nasce dal fatto che alcuni tumori al seno sviluppano dei recettori sensibili agli estrogeni che quindi accelerano lo sviluppo del tumore. Ma questi recettori si sviluppano dopo che il tumore è sorto: non è dimostrato che gli estrogeni siano la causa del tumore in prima istanza.

In realtà molti studi dimostrano che gli estrogeni diminuiscono la possibilità di ammalarsi di tumore al colon. Anche nel campo dei tumori gli estrogeni si dimostrano protettivi per la salute della donna.

Conclusione

Quando si pensa alla Tos si pensa solo alcune cose, per lo più negative. Ma come diceva Bastiat nel suo saggio di metà 800, “Ciò che si vede, ciò che non si vede”, è più facile soffermarsi sui presunti lati negativi visibili della Tos (che comunque spero di avere in gran parte chiarito in questa prima parte della serie) che su quelli positivi che non si vedono subito ma dopo anni.

Ciò che non si vede a 50-55-60 anni sono i gravi problemi di salute che possono arrivare passati i 65 anni se non si fa una Tos quando è il momento (nei primi anni della menopausa). I dati sono impressionanti. Le statine e l’aspirina che sono farmaci diffusissimi riducono la mortalità quando va bene del 5 per cento. La Tos fatta con gli ormoni giusti (quelli B.I) riduce la mortalità cardiovascolare di un impressionante 50%. Eppure il silenzio regna sovrano. La Tos dovrebbe essere un diritto di tutte le donne perché è una terapia salvavita. Purtroppo le società scientifiche non sono al passo con la letteratura scientifica e consigliano la Tos solo per ridurre i sintomi della M. Io non sono d’accordo, e la letteratura scientifica sono convinto mi dia ragione.

(La seconda parte dell’articolo la trovate qui)

Primo Congresso Medico Italiano Medicina Evoluzionistica

25 Set

Ci siamo. Il 28/29 Novembre 2014 (a Grosseto) la medicina evoluzionistica arriva finalmente in Italia con alcuni dei suoi massimi esponenti (il Prof Lindeberg in primis) in un congresso medico dove si confronterà con esponenti della scuola Mediterranea. Ci saranno anche due mie relazioni sulla storia della nutrizione negli ultimi 100 anni e su quello che i popoli cacciatori-raccoglitori possono insegnarci.
É la prima volta che una ASL italiana ospita in un suo evento esponenti di questa nuova branca della medicina che cerca nel nostro passato la soluzione ai problemi di salute moderni, quindi credo sia una occasione da non perdere per i sanitari italiani.
L’evento é gratuito e ci saranno anche dei posti per i “laici” (personale non sanitario).
Invito tutti i lettori del mio blog non solo a partecipare ma anche a diffondere la notizia sul web, presso riviste online, società scientifiche, blog, forum etc etc.

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Che risultati aspettarsi dalla Paleo Dieta?

20 Set

Nei mesi scorsi il Dott. Paolo De Donno ha promosso un sondaggio online tra coloro che mangiano una alimentazione di ispirazione evoluzionistica (Paleo Dieta altrimenti detta) per capire le motivazioni, i risultati, le difficoltà di coloro che mangiano Paleo.
Hanno risposto circa 300 persone e questo ha permesso di farsi un’idea delle potenzialità di questa alimentazione qui in Italia.

In particolare una domanda chiedeva questo

“Se la Paleo alimentazione ha ottenuto risultati di rilievo su una o più patologie, descrivi in breve le patologie/disturbi/ disagi che secondo te, e secondo il tuo curante se esiste, hanno maggiormente beneficiato del regime alimentare che hai seguito. ( es: Ipertensione, insonnia, obesità, psoriasi, Emicrania, ansia/depressione ecc. , avendo cura, se possibile, di usare il nome propriamente medico/diagnostico in modo da facilitare l’analisi dei dati.)”

Le risposte ottenute hanno dato origine al grafico che vedete sotto.
I risultati sono sicuramente incoraggianti.
Le dislipidemie sono migliorate (chi ha paura dei grassi?), come il tono dell’umore e il peso. Addirittura 3 soggetti hanno visto migliorare una patologia invalidante come la sclerosi multipla.
Il sondaggio non ha pretese di scientificità ma può essere di incoraggiamento per coloro che sono affetti dalle malattie croniche moderne e cercano una risposta nell’alimentazione.
In fondo é la dieta più vecchia del mondo: esiste da 2 milioni di anni.

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Fissato il Congresso di Medicina Evoluzionistica!

22 Mag

Abbiamo fissato la data del Congresso sulla Nutrizione dove avremo la presenza di importanti esponenti della medicina evoluzionistica tra cui il Prof. Lindberg che é uno dei padri di questa branca della medicina (autore di studi importantissimi sulla alimentazione in chiave evolutiva).
Si terrá a Grosseto il 28 e il 29 Novembre. Comincerà la mattina di venerdì e finirà il sabato pomeriggio.
Il congresso sarà aperto anche agli esterni (sanitari e non sanitari). Per una delibera della nostra ASL il costo per gli esterni (cioè coloro che non sono dipendenti della Asl 9 di Grosseto) sarà di 8 euro all’ora circa, quindi in totale circa 150 euro (nel prezzo é compreso il pranzo di venerdì e sabato).

Il congresso sarà a Grosseto ma la sede é ancora in via di definizione.

Siccome dobbiamo fare una stima del numero dei partecipanti esterni PREGHEREI COLORO CHE SONO INTERESSATI A PARTECIPARE A COMUNICARMI LA DISPONIBILITÀ DI MASSIMA (senza alcun impegno) per avere una idea di quante persone dobbiamo aspettarci.
Diffondete questa cosa tra le persone potenzialmente interessate.
Allego un programma di massima ancora soggetto a modifiche (si parlerà anche di dieta mediterranea e di epidemiologia delle malattie moderne) così avete una idea del contenuto del congresso.
Appena avremo il programma definitivo sarà mia cura informarvi.

Introduzione alla nutrizione in chiave evoluzionistica (S.Lindeberg)

Storia della nutrizione nell’ultimo secolo: politica, scienza e piramide alimentare, (A.Luchi)

Cibo, sindrome metabolica e Diabete di tipo II al di là dei nutrienti: le molecole bioattive (M.Fontes Villalba)

Latte e latticini: salute e malattie (P.Carrera Bastos)

Quali grassi sono dannosi per la salute? (H.Ruatti)

Colesterolo tra mito e realtà (C.Tommasi)

Alimentazione e Fertilità (E.Colosi)

L’alimentazione nelle malattie mentali (P.De Donno)

L’approccio evoluzionistico nella pratica del Medico di Famiglia: casi clinici (C.Tommasi)

Esquimesi, masai, maori: hanno questi popoli qualcosa da insegnarci? (A.Luchi)

Nutrizione e malattie autoimmuni (P.Carrera Bastos)

Lezioni dai trial sulla alimentazione paleolitica: la scelta dei cibi nella pratica clinica. (M.Fontes Villalba)

La cucina evoluzionistica (D.Di Veroli)

Curarsi con il cibo: l’esperienza dei pazienti con malattie autoimmuni (P.Antolini)

Stato di salute e Vitamina D: un binomio irrinunciabile. (A. Luchi)

Considerazioni conclusive sulle relazioni tra cibo e malattie del mondo occidentale (S.Lindeberg)

Questionario per chi mangia “Paleo”

27 Mar

Il Dott Paolo De Donno, psicologo ed estimatore della medicina evoluzionistica, ha preparato un questionario per capire meglio le caratteristiche, le problematiche, i risultati, le aspettative, di coloro che seguono una alimentazione Paleo.

Vogliamo insomma farci una idea del perchè si mangia Paleo, che aspettative e che risultati si hanno. Che difficoltà si incontrano.

Il questionario è anonimo. Chi mangia Paleo e ha voglia di condividere le sue esperienze a fini scientifici non deve fare altro che scaricare il questionario qua sotto, compilarlo e spedirlo ad Dott De Donno.

Poi vi faremo sapere cosa è venuto fuori.

Coraggio, dateci una mano a capire chi siamo!

Questionario Paleo