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Colesterolo: cosa fare in pratica (2° parte)

4 Mar

Abbiamo terminato la prima parte di questa serie di articoli sul colesterolo, col concetto che in realtà ad essere pericoloso non è il colesterolo ma una lipoproteina (LDL) che lo trasporta. Quando l’LDL è “piccola e densa” essa è pericolosa, quando è “grossa e morbidosa” non lo è, ma anzi svolge la sua funzione egregiamente.

A questo punto non resta che andare a vedere come sono queste LDL nel sangue per capire se stiamo rischiando qualcosa oppure no. Oggi ci sono degli esami che permettono di farlo. Purtroppo, però, a seconda del tipo di esame, varia anche di moltissimo il risultato. Questo vuol dire che usando l’esame A scopro di avere molte LDL cattive, usando l’esame B magari ottengo il risutato opposto. Purtroppo non abbiamo quindi ancora standardizzato un tipo di esame che dica con certezza come stanno le cose. Sappiamo cioè che le LDL ossidate probabilmente partecipano alla genesi della patologia cardiovascolare ma non abbiamo un esame diagnostico alla portata di tutti per poter valutare i pazienti nella pratica clinica. Quindi bisogna pazientare per sfruttare nel quotidiano queste conoscenze.

Per fortuna però esistono dei parametri più semplici per capire se il nostro rischio cardiovascolare è in aumento. Un parametro che possiamo facilmente usare è il rapporto tra Colesterolo totale e Colesterolo HDL. Questo rapporto, per stare a significare un basso rischio cardiovascolare, deve essere inferiore a 3.

COL TOT: COL HDL < 3

Facendo un esempio, se il nostro colesterolo totale è 270 e il colesterolo HDL è 90 abbiamo un rapporto pari a 3 ed il nostro rischio cardiovascolare è abbastanza basso. Se il nostro colesterolo totale invece è 270 e il colesterolo HDL è 50 abbiamo un rapporto superiore a 3 ed il nostro rischio cardiovascolare è significativo.

Bene. Quindi appena troviamo il nostro colesterolo elevato, magari a 270, con un basso HDL prendiamo dei provvedimenti, vero? Sbagliato. Il colesterolo è come la pressione arteriosa: soggetto quindi a variazioni anche notevoli da una settimana all’altra, senza apparente motivo. Dobbiamo essere quindi sicuri che il colesterolo sia veramente elevato prima di intervenire. La cosa migliore è misurarlo più volte nell’arco di diversi mesi per capire intorno a quale valore gravita. Non fidiamoci di una o due misurazioni.

Anche perchè la variabilità statistica è insita nell’esame stesso. Voglio dire che se trovate un valore di 250 potrebbe essere un “caso”. Avreste potuto trovare con le stesse (più o meno) probabilità 270 o 230. Fare misurazioni multiple aiuta a stabilire una “media” intorno alla quale oscilla il vostro colesterolo. Lo stesso discorso, per inciso, vale per i trigliceridi, che possono mostrare una variabilità tra un esame ed un altro anche di 50 mg/dl. Insomma non traete conclusioni sui vostri valori di colesterolo sulla base di poche misurazioni e non vi fate convincere a prendere farmaci per abbassarlo se non siete assolutamente sicuri di quanto sia elevato e perchè.

Bene, direte voi, ma quando posso considerare il colesterolo troppo alto? I limiti accettati dagli organi preposti a dettare le linee guida alla classe medica si sono abbassati notevolmente negli ultimi anni. Quaranta anni fa un valore di 350 mg/dl veniva considerato praticamente nella norma, ora se avete 200 mg/dl vi viene detto, probabilmente, che il vostro colesterolo è borderline. Io credo che i valori odierni considerati normali siano troppo bassi e risentano dell’interesse delle case farmaceutiche a vendere più farmaci ipocolesterolemizzanti. Il business in questo campo si misura in decine di milioni di euro all’anno. Otto dei nove componenti della commissione che decide quando il colesterolo è troppo alto hanno una qualche connessione economica con le case farmaceutiche. Detto questo, credo che possa essere considerato patologico un valore sopra i 270-280 mg/dl. Se lo avete, dopo aver fatto misurazioni multiple, valutate le possibili cause di ipercolesterolemia (misurate i paramentri tiroidei, escludete deficienze nutrizionali, valutate se avete una ipercolesterolemia familiare, una leptino-resistenza, etc etc) e poi potete passare alla fase del trattamento. Che non ha necessariamente a che fare coi farmaci (le famose “Statine”). Infatti prima ci sono mille cose da fare. Ad esempio, in taluni casi l’uso di ormoni tiroidei in soggetti selezionati ha portato ad una riduzione della ipercolesterolemia. La leptino-resistenza poi è molto diffusa e si giova di una alimentazione di tipo paleolitico e di una rivalutazione dei ritmi circadiani (riduzione dello stress, gestione del sonno, alimentazione a certi orari etc etc). Con l’alimentazione paleolitica diminuirete anche l’introito di omega 6 che è una delle principali cause di infiammazione subclinica che porta alla leptino.resistenza; aumenterete anche l’introito di sostanze antiossidanti ed eliminerete le subdole carenze nutrizionali che portano talvolta all’ipercolesterolemia.

I farmaci hanno un loro ruolo, ma secondo me molto limitato, e soprattutto nei soggetti con ipercolesterolemia familiare. Born to be fit. Abbiamo dentro di noi le risorse per guarire: non c’è bisogno sempre e comunque di ricorrere ai farmaci.

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Colesterolo: le cose da sapere (1° parte)

2 Mar

 

Il colesterolo è uno dei temi più caldi quando si parla di nutrizione e malattie cardiovascolari. Siamo abituati a pensarlo come una sostanza dannosa, infida, da temere. “Mi hanno trovato il colesterolo” si sente dire, o anche, “Mangi 10 uova alla settimana? E il colesterolo?”. Entrambe queste frasi testimoniano una scarsa conoscenza del colesterolo, delle sue funzioni, e del suo metabolismo. Ma implicano soprattutto una paura malcelata di questa sostanza fondamentale per la vita. Forse solo i grassi fanno paura quanto il colesterolo. E’ una fama meritata? Secondo me, in buona misura, no!

Il colesterolo, che è un ragazzo vivace ma pigro, non viaggia nel sangue a piedi. Prende l’autobus. Ce ne sono diversi nel nostro corpo di questi autobus. Si chiamano lipoproteine (le più famose sono l’HDL e le LDL). Sono autobus, diciamo così, che non trasportano cani e porci. Sono molto selettivi, e trasportano soprattutto colesterolo, acidi grassi polinsaturi (omega 3, omega 6), fosfolipidi, trigliceridi.  Quando parliamo di colesterolo buono e cattivo in realtà non stiamo parlando del colesterolo, ma dell’autobus che lo trasporta in giro per il corpo. Il che non è proprio corretto: sarebbe come dire che uno è cattivo perchè circola in Mercedes e uno è buono perchè circola in Ferrari. Difficilmente il comitato etico ve la passa per buona.

Lipoproreina

La fermata dell’autobus si chiama Recettore-LDL. Ragazzi, si scende!!! Quando una cellula ha bisogno di colesterolo  espone un bel cartello: Fermata dell’autobus!!! (Recettore-LDL). Se non ci sono fermate dell’autobus, o non sono visibili, o sono inutilizzabili, l’autobus continua a girare liberamente per il nostro corpo.

Attenzione. L’alimentazione c’entra pochissimo col livello di colesterolo nel sangue, visto che la sua produzione è endogena (ce lo produciamo da noi). Detto in italiano: mangiare molte uova alla settimana ha un effetto trascurabile sul vostro colesterolo.

 

PERCHE’ HO IL COLESTEROLO ALTO?

Prima di chiederci se il colesterolo in quantità eccessiva nel nostro sangue sia pericoloso o meno, dobbiamo chiederci. Perchè il colesterolo aumenta? Può essere il colesterolo la spia di qualcosa d’altro che non funziona nel nostro corpo? La risposta è un deciso sì. Esistono diverse situazioni che causano un aumento del colesterolo. Vediamole:

  1. L’ipotiroidismo. L’ormone tiroideo detto T3 lavora all’azienda comunale trasporti e tra i suoi compiti vi è quello di rendere agibili le piazzole di sosta per gli autobus (il Recettore-LDL). Se il T3 scarseggia, il Recettore-LDL, ovvero la molecola che permette al colesterolo di uscire dal sangue ed entrare nelle cellule, non fa il suo lavoro e il colesterolo si accumula nel sangue. Se avete il colesterolo alto verificate di non essere ipotiroidei.
  2. La carenza di alcuni micronutrienti come lo iodio, il rame, il ferro.
  3. La leptino-resistenza. La leptina è un ormone prodotto dal nostro grasso corporeo (es: la pancetta del commendatore!) che controlla il bilancio energetico nel nostro corpo. Segnala al cervello se siamo in uno stato di abbondanza di energia o se siamo carenti e abbiamo bisogno di mangiare. Quando la leptina è in abbondanza e funziona, ci sentiamo sazi. Quando essa smette di funzionare ingrassiamo, la qualità del nostro sonno peggiora, la pressione arteriosa magari aumenta anch’essa e arrivano tanti altri problemi che vengono definiti col termine di malattia metabolica. La leptino-resistenza causa aumento del colesterolo. Come fate a sapere se siete leptino-resistenti? Uno dei segnali di laboratorio più tipici è l’aumento della rT3 (un derivato degli ormoni tiroidei). Ma basta anche guadarsi allo specchio: se il vostro peso lascia a desiderare è quasi sicuro che siate leptino-resistenti (questo vale anche se siete troppo magri).
  4. Le infezioni. Le LDL e l’HDL hanno una importantissima funzione immunologica. Alzi la mano chi lo avrebbe mai immaginato. Le LDL aumentano quando ci dobbiamo difendere da una aggressione esterna, o quando uno dei nostri organi è stato danneggiato e deve essere riparato. Non c’è da meravigliarsi quindi che aumentino in queste situazioni.
  5. La Ipercolesterolemia familiare. E’ una malattia genetica, in cui vi è un difetto nella produzione e nel funzionamento del Recettore-LDL. In questi soggetto il colesterolo totale ha valori che possono variare da 300 a 500 mg/dl (in taluni casi possono arrivare anche a 1000 mg/dl). Le HDL e i trigliceridi sono normali. E’ una condizione pericolosa per la salute perchè aumenta il rischio cardiovascolare dei soggetti affetti.  Questa patologia è uno dei pochi casi, secondo me, in cui il colesterolo elevato rappresenta veramente un fattore di rischio per la salute. Come fare a sapere se si fa parte di questo gruppo? Esistono dei centri specializzati che vi consiglieranno gli esami giusti da fare per capirlo.

In pratica, quindi, se avete il colesterolo elevato la prima cosa che dovete fare è capire se uno dei motivi elencati sopra è la causa di ciò. Non cadete nella trappola di voler subito prendere un farmaco per abbassare il colesterolo. Cercate di capirne la causa per poterla trattare. Se la trovate e la trattate il colesterolo scenderà di conseguenza, senza bisogno di farmaci.

 

A COSA SERVE?

Come abbiamo detto il nostro corpo non manda in giro il colesterolo “da solo a piedi”. Lo trasferisce utilizzando degli autobus di nome LDL cosicchè le cellule che abbiano bisogno lo possano utilizzare prelevandolo dal sangue. A che serve il colesterolo? Vediamo:

  • Dal colesterolo si ottengono gli ormoni. Quelle meravigliose molecole che regolano il nostro corpo così elegantemente derivano dal colesterolo. No cholesterol? No party?
  • La mielina, quella sostanza che ricopre le fibre nervose è ricca di colesterolo.
  • Senza il colesterolo non esisterebbero le membrane delle nostre cellule.
  • Ha una funzione antiossidante.
  • Le LDL, come abbiamo detto, hanno una importante funzione immunitaria.
  • E’ precursore di alcuni neurotrasmettitori cerebrali.

 

QUANDO IL COLESTEROLO DIVENTA UN PROBLEMA?

I problemi non nascono col colesterolo in sè, dal momento che è una sostanza fondamentale per noi esseri umani. Nascono a livello degli autobus (lipoproteine) che trasportano il colesterolo. In particolare il problema nasce quando questi autobus, col tempo, si trasformano in vecchi catorci pronti per la rottamazione. Detto più tecnicamente, il problema sorge quando uno di questi autobus, le LDL, si ossidano, si degradano. Uno dei motivi per cui si ossidano non è dovuto al colesterolo, ma ad altre sostanza che trasportano: gli acidi grassi poli-insaturi (di cui abbiamo parlato in altri post). Questi acidi grassi sono estremamente instabili. Ecco perchè una dieta povera di omega 6 è consigliabile (e anche perchè è bene non esagerare con la supplementazione di omega 3). Non sono cioè come i grassi saturi che resistono benissimo all’ossidazione, ma si degradano facilmente perchè molto reattivi. Ecco perchè è importante mangiare i cibi ricchi di antiossidanti (frutta e verdura in genere ne sono ricchi). Perchè contrastano le sostanze ossidanti che circolano nell’organismo. Più le nostre LDL circolano nel sangue più sono soggette a fenomeni ossidativi. Non solo. Quando introduciamo tossine, o siamo preda di un fenomeno infiammatorio, o di una infezione, aumentano i rischi ossidativi per le nostre LDL. Lo stress in particolare è un potentissimo fattore ossidante. Ecco quindi che vari fattori contribuiscono alla ossidazione delle LDL, interagendo: tempo, tossine, infiammazione, infezione etc etc.

Ci troviamo quindi con un autobus (LDL) che non fermandosi alla fermata (recettore LDL) dove poter essere riparato o liberato delle molecole che trasporta, continua a girare per il torrente circolatorio degradandosi per il passaggio del tempo e per la scarsa resistenza agli insulti delle sostanze ossidanti da parte di alcuni elementi che trasporta (acidi grassi polinsaturi). Ma anche continuando a girare all’infinito nel sangue senza fermarsi l’autobus piano piano si spopola. Le HDL, ad esempio, si incaricano di prendere a bordo alcuni passeggeri (trigliceridi) e l’autobus piano piano si svuota e si rimpicciolisce. In termine tecnico le LDL diventano “piccole e dense”, dei taxi insomma, non più degli autobus. Questi taxi diventano molto pericolosi perchè girano con a bordo dei soggetti poco raccomandabili (ossidati) ed essendo piccoli si possono infilare dappertutto (le nostre arterie). In sostanza si formano due tipi di LDL col tempo nel sangue: gli autobus (le LDL “grosse e morbidose”) che svolgono il loro benefico lavoro, e i taxi (le LDL piccole e dense) che finiscono per provocare parecchi guai (ogni riferimento ad eventi di cronaca è puramente casuale, cari tassisti!).

Fine prima parte