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Malattie autoimmuni e alimentazione

23 Feb

La malattie auto-immuni (AI) sono tra le malattie più diffuse al mondo. La loro frequenza è seconda soltanto alle malattie cardiovascolari e ai tumori. Tantissime persone hanno una qualche malattia AI, e sono soprattutto donne, che rappresentano circa i 3/4 dei malati di malattie AI. Le malattie AI si manifestano quando il nostro sistema immunitario attacca certi organi del nostro corpo credendo che siano elementi estranei e pericolosi: in sostanza non distingue più tra gli “abusivi” e gli “inquilini regolari”, attaccandoli entrambi.

Ecco un elenco delle principali patologie auto-immuni:

  • Morbo di Chron
  • Colite ulcerosa
  • Celiachia
  • Diabete di tipo I
  • Malattia di Graves
  • Lupus Eritematosus
  • Psoriasi
  • Scelosi Multipla
  • Alopecia areata
  • Spondilite anchilosante
  • Tiroidite di Hashimoto
  • Orticaria autoimmune
  • Vitiligo
  • Sclerodermia
  • Uveite
  • Artrite reumatoide

Un ricercatore di origine italiana, Antonio Fasano, che lavora in America ed è uno dei massimi esperti mondiali di celiachia pensa che alla base di molte malattie AI vi sia una triade di fattori:

  1. Un fattore scatenante ambientale
  2. Un intestino “permeabile” (leaky gut)
  3. Una predisposizione genetica

Concentriamoci sulla permeabilità intestinale. Con questo termine si intende un intestino che non è più una salda barriera contro le sostanze dannose che popolano il nostro tubo digerente, ma diventa in qualche modo permeabile, allarga le maglie, permettendo l’ingresso nel sangue di sostanze, batteri, tossine che dovrebbero stare lontano dal torrente circolatorio.

La permeabilità intestinale aumentata spesso è dovuta all’assunzione di alimenti che danneggiano la membrana intestinale. Uno dei primi cibi responsabili di questo è il grano. Il grano contiene varie sostanze come la Gliadina, la WGA e la T-lp che interagendo con i recettori intestinali mettono in moto una serie di eventi che aumentano la permeabilità intestinale.

Ma non è solo il grano ad essere problematico quando si parla di intestino permeabile. Altre sostanze possono danneggiare il nostro apparato digerente. Ad esempio le Lectine. I cereali e i legumi come sappiamo sono ricchi di lectine. In caso di malattie autoimmuni sarebbe quindi bene provvedere ad eliminare cereali e legumi per evitare di ingerire sostanze dannose per l’intestino.

Anche le patate e i pomodori contengono lectine pericolose, quindi se avete una malattia autoimmune potrebbe non essere una cattiva idea eliminare o ridurre questi due alimenti. Patate e pomodori fanno parte della famiglia delle Solanacee, insieme a peperoni, peperoncino, melanzane. Patate e pomodori contengono inoltre delle sostanze note come Saponine, e anch’esse  possono alterare la permeabilità intestinale. Saponine che si trovano anche nei legumi  e nella soia. Il vegetale più ricco di saponine è il germoglio di erba medica. Nei pomodori il livello si saponine aumenta con l’immaturità del pomodoro. Più il pomodoro è verde più contiene saponine. Quindi qualche fettina di pomodoro maturo in una insalata probabilmente non causano eccessivi problemi, ma se avete una malattia autoimmune mangiare grandi quantità di pomodori non è una buona idea. Nel peperoncino invece abbiamo la Capsaicina una sostanza anch’essa che aumenta la permeabilità intestinale.

Non esistono ancora studi definitivi, con grandi numeri che indichino l’assunzione di questi alimenti come sicuramente problematica nei soggetti con malattie AI. Sappiamo però che patate, pomodori, melanzane, peperoncino, cereali, legumi e soia contengono sostanze che sono potenzialmente dannose per l’intestino. Se abbiamo una malattia AI può valere la pena di provare a eliminare questi cibi e vedere se i sintomi migliorano o regrediscono col tempo. E’ un tentativo ragionevole da fare. Non costa nulla perchè poi si possono sempre reintrodurre se non si ottengono gli effetti sperati: ma i benefici possono essere spettacolari.

 

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Source

Mucosal Biology Research Center, University of Maryland School of Medicine, MD, USA.

 

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Gee JM, Price KR, Ridout CL, Johnson IT, Fenwick GR.

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Legumi? No grazie!

7 Feb

I legumi sono spesso pubblicizzati come la “carne del contadino”, facendo riferimento al loro contenuto proteico. Non hai la carne? Mangia i legumi che è più meno la stessa cosa. In realtà i legumi, a parità di peso, contengono 3 volte meno proteine della carne e per di più queste proteine non sono facilmente biodisponibili (assorbibili) a causa della scarsa digeribilità. Inoltre la qualità delle proteine dei legumi è inferiore a quelle della carne in quanto esse sono scarse in alcuni aminoacidi essenziali.

Il contenuto in ferro e zinco dei legumi è molto alto, ci viene detto. Quello che non ci viene detto è che questi minerali sono per l’80% legati ai fitati (di cui abbiamo parlato nei post sui cereali) per cui non li possiamo assorbire. Guardare e non toccare!…si potrebbe dire…

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Ma oltre a non essere particolamente ricchi di proteine e minerali i legumi sono ricchi di antinutrienti (sostanze che invece di far bene, fanno male). Vediamone alcuni.

SAPONINE

Le saponine sono delle molecole contenute nei legumi che hanno la capacità di danneggiare le cellule del nostro intestino permettendo ad altre sostanze (che normalmente non entrerebbero nel sangue) di entrarvi. Queste sostanze estranee (tossine, batteri, etc) possono causare una infiammazione subclinica che è alla base di molte malattie “moderne” (croniche in genere). Il danno delle saponine è dose dipendente (più saponine, più danno). Non vengono distrutte in maniera significativa dalla cottura anche lunga del cibo, ma vengono ridotte in maniera significativa dalla fermentazione del cibo. Il natto, ad esempio, che è un derivato fermentato della soia (cibo altamente sconsigliato) è in realtà un cibo ricchissimo di vitamina K2 e povero di antinutrienti: la fermentazione trasforma il fagiolo di soia da una sostanza in pratica “velenosa”, in un cibo, il natto tra i più straordinari e raccomandati (per il ricchissimo apporto di vitamina K2 che dà alla nostra dieta).

FITATI e TANNINO

I fitati, sono una sorta di calamita naturale contenuta nei cereali e nei legumi. Attraggono i metalli (di cui avremmo bisogno) e li rendono indisponibili per l’assorbimento. Sono quindi antinutrienti per eccellenza. Vengono ridotti dalla germogliazione e dalla fermentazione. Il tannino è simile ai fitati e inoltre danneggia la parete intestinale favorendo l’infiammazione.

ISOFLAVONI

Sono sostanze che agiscono come ormoni femminili nel nostro corpo. La soia è ricca di isoflavoni. Sono sostanze che possono provocare malfunzionamenti della tiroide in pochi mesi fino ad arrivare al gozzo. Nelle donne provocano una riduzione degli ormoni LH e FSH di circa il 20%. Questi ormoni sono implicati nell’ovulazione, quindi il consumo di soia potrebbe essere implicato in alcuni casi di mancata ovulazione.

Uno studio del 2007 di Roman ha messo sul banco degli imputati gli isoflavoni della soia come una possibile causa di autismo. Le donne gravide che fanno uso intensivo di soia possono subire un danno tiroideo che si riverbera sul cervello del feto in sviluppo in quelle aree implicate con la patogenesi dell’autismo.

LECTINE

Come i cereali anche i legumi sono ricchi di lectine. Le lectine sono antinutrienti tossici per l’uomo. Ecco perchè non possiamo mangiare crudi i fagioli; proprio perchè sarebbero esiziali per la nostra salute. Le lectine hanno la capacità di superare la barriera intestinale danneggiandola.  Una volta nel sangue possono provocare reazioni autoimmuni o fenomeni infiammatori.

Bibliografia

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Cordain L, Toohey L, Smith MJ, Hickey MS

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